Da: xxxxo@libero.it
Oggetto: Nuova vita
Data: 17 luglio 2008 1:11:49 GMT+01:00
A: valberici@iol.it
Ciao Val, mi faccio vivo anche se un pò in ritardo, ho delle grosse novità da dirti ed è anche per questo che ho tardato a risponderti. Ma procediamo con ordine, anche se ho talmente tanto da dirti che quasi le parole mi si accavallano. Intanto ti ringrazio ancora per essermi venuto a prendere all' ospedale e per aver parlato con i dottori. Sono stato uno stupido, mi avevi avvisato ma io ho voluto lo stesso leggere, vabbè non ne parliamo, lasciamo il passato che è del futuro che voglio dirti.
Ho comprato un nuova casa, indovina dove? Si proprio dove tu mi avevi consigliato, nelle Langhe, a soli 20 km da casa tua. Ora ti sto scrivendo dalla cucina, con un modem perchè ancora non mi hanno messo l'adsl e neppure il gas. Mi hanno comunque allacciato all'acquedotto, ma col pozzo che c'è in cortile forse ne avrei potuto fare a meno. Eh, corro di nuovo troppo, cominciamo dall' inizio.
Un paio di settimane fa mi ha telefonato l'agenzia dicendomi che avevano una proposta da farmi. Sono andato da loro e mi ha accolto quel venditore che anche tu conosci, quello coi capelli impomatati e l'accento meridionale.
Ha esordito dicendomi che ero proprio fortunato perchè si era resa disponibile una casa, magnifica, dove volevo, nelle Langhe, c'era solo da dire che..... A questo punto l'ho interrotto e gli ho chiesto dov'era la fregatura. Mi ha fatto una faccia tra l'offeso e l'incredulo e mi ha giurato che non c'era nessun problema, anzi, per dir meglio, c'era stato ma era stato risolto.
Beh, ho chiesto spiegazioni e senti che storia mi ha racccontato.
Dunque, pare che la casa appartenesse ad una giovane scrittrice, abbastanza famosa, che, improvvisamente, era scomparsa. Un giorno una sua amica si era presentata alla polizia dicendo che erano giorni che non la vedeva. Gli agenti si erano recati alla casa e non avevano trovato nessuno, le ricerche erano continuate per un pò ed alla fine i genitori della ragazza avevano deciso di vendere. Il giorno prima era giunta l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria e l'agenzia mi aveva subito avvisato.
La cosa mi ha incuriosito e ho chiesto ulteriori spiegazioni ma il venditore mi ha solo saputo dire che si chiamava Licia e come secondo lavoro faceva l'astrofisica o forse l'astrologa. Mah, probabilmente il tipo stava ormai inventando e così ho chiesto di vedere le foto della casa.
Mi è piaciuta subito, una vecchia casa piemontese, in una morbida vallata tra due alte colline boscose. Costruita a forma di L, il lato più lungo adibito a granaio e magazzino, il corto ad abitazione, su due piani. La vecchia aia era stata trasformata in giardino e a pochi metri dal granaio si intravedeva un pozzo.
Ho deciso subito, d'impulso, ho chiamato il mio commercialista e siamo andati dal notaio, l'ho comprata. Il prezzo era straordinariamente basso e il notaio ne era rimasto leggermente stupito.
Il giorno dopo sono andato a vederla accompagnato dal venditore con i capelli ridotti, per l'occasione, ad un brillante elmetto tedesco, che tipo.
Siamo arrivati dopo aver percorso una stretta ed allegra stradina in mezzo ai vigneti che, ad un tratto, si è inerpicata in mezzo a lussureggianti boschi. Siamo saliti per qualche chilometro e, dopo aver superato una casetta sulla cima della collina, abbiamo affrontato una ripida discesa. Alla fine siamo giunti in una stretta vallata, lunga forse un paio di chilometri e larga uno, al centro, nell'ombra che le colline proiettavano nel tardo meriggio. mi aspettava la mia nuova casa.
Ancor più bella di quel che avevo pensato, di un colore giallo intenso, con le tegole rosse e le persiane d'un verde cupo. La strada finiva in quello che un tempo era forse un giardino, ora invaso dalle erbacce.
La casa non sembrava in cattive condizioni, ci siamo avvicinati alla porta che mi è parsa antica, fatta con un legno scuro stranamente intagliato, te la descriverò meglio in seguito .
L'impomatato mi è sembrato un pò nervoso, ha tirato fuori una vecchia chiave di ferro ed ha cominciato ad armeggiare con la serratura. Poichè non veniva a capo di nulla mi son fatto dare la chiave e la porta si è aperta facilmente, proprio un coglione il tipo.
Dentro era un pò buio ma aprendo un paio di finestre mi son fatto un' idea del posto. Una cucina, a sinistra dell'ingresso; una sala ed una biblioteca a destra, una in fila all'altra. Tutto era come l'aveva lasciato la vecchia propietaria, pare che ho comprato anche l'arredamento, libri compresi. Sembrava quasi che chi abitava fosse uscito da poco e stesse per rientrare, in biblioteca c'era addirittura un macbook nero appoggiato sul tavolo, ma ti descriverò meglio l'arredamento in seguito.
Finita la sommaria visita del piano inferiore siamo saliti su per le scale situate fra la cucina e la sala, due rampe davanti alla porta d'ingresso. Al piano superiore, sulla destra, due camere da letto ed un ampio bagno a sinistra.
Intanto il venditore continuava a guardare l'orologio, sembrava aver fretta e del resto ne avevo anch'io, impaziente di telefonare per iniziare i lavori di adattamento ed il trasloco. Siamo risaliti in auto, ormai sul far della sera, e abbiamo iniziato il viaggio di ritorno, con un pò di dispiacere, girandomi indietro ho visto la casa che si allontanava e mi è sembrato che fosse impaziente che io tornassi.
Il mio untuoso autista, chissà perchè sempre più nervoso, mi disse che ci saremmo fermati un'attimo alla casetta in cima alla collina, dovevamo farci dare la copia della chiave d'ingresso dall'amica della scrittrice.
Arrivati davanti ad una piccola e linda costruzione scendiamo dall'auto ed il mio nervoso amico bussa ad una porta simile a quella che avevo visto a casa mia.
Ora preparati perchè dovrai fare un poco di fatica per credermi. Ha aperto la porta una donna bellissima, anzi, per meglio dire, forse solo bella ma tremendamente affascinante. Capelli neri come l'ala di un corvo e due occhi, ecco, non so descriverteli. Mi han ricordato gli occhi di un felino, nella luce del sole che tramontava mi sembravano del colore dell'oro antico. Il venditore ha cominciato a presentarmi ma si è imparpagliato, sempre più nervoso, ed ora forse capivo perchè. Beh, non ci crederai ma la donna ha fatto un passo avanti mi ha sorriso e detto: "Ti stavo aspettando, puoi chiamarmi Ninna, chiedimi quello che devi". Anche la voce era incredibile, non so davvero descrivertela, una di quelle voci che quando la senti gli altri rumori cessano. Vabbè la faccio troppo lunga e ti vedo sorridere incredulo, ma quando verrai a trovarmi ti ricrederai, miscredente. Le ho chiesto la chiave e lei me l'ha consegnata tirandola fuori da una tasca dell' accappatoio che indossava, poi mi ha detto: " Ora la casa è tua, che possa esserti d'aiuto anche se non lo è stata per la mia amica. Vienimi a trovare quando ti sarai sistemato" ed è tornata in casa.
Oh, si è fatto tardi, ti scriverò il resto nella prossima mail, per ora sappi che i lavori sono finiti, io già ci abito e mi trovo meravigliosamente.
Ah, dimenticavo, domani viene a trovarmi la nostra amica Ila, forse l'accompagna quel tuo amico, futuro azzeccagarbugli, ti farò sapere.
Ciao.