Da: xxxxo@libero.it
Oggetto: Alchimia
Data: 27 luglio 2008 18:56:08 GMT+01:00
A: valberici@iol.it
Tutto sta cambiando, il tempo scorre velocemente all'indietro, la casa è diventata più giovane e la vallata si è popolata di animali selvatici, se non lo vedessi con i miei occhi non ci crederei.
Imp e Mecha erano arrivati su un carro trainato da due cavalli, lo ha usato Ninna per riportare a casa il suo sposo, ma prima abbiamo scaricato l'equipaggiamento che i miei due nuovi amici hanno portato. Chi ci ha attaccato non ha lasciato tracce, Ninna mi ha detto che ciò che appartiene ad un altro mondo invariabilmente è destinato a tornare, vivo o morto che sia, meglio così non mi sento ancora pronto per certi orrori. Ah, dimenticavo, ora uso il macbook di Licia per scriverti, pare sia ormai l'unico mezzo per comunicare. La corrente elettrica è ormai scomparsa assieme all'acqua corrente ma il mac continua a funzionare, è l'unica cosa "moderna" che ancora possiamo usare.
Sembra che siamo stati catapultati nel basso medioevo o, forse, addirittura in una specie di universo parallelo. Prima di andare Ninna mi ha spiegato che ora l'unica strada che porta al presente è quella che passa davanti alla sua casa, però non ha saputo dirmi per quanto ancora riuscirà a tenerla aperta. Le altre strade nella foresta conducono ormai a luoghi che non appartengono al tuo mondo. Anche i nostri vecchi abiti non esistono più così come tutto quello che non faceva parte di questa epoca, fortuna che Mecha ci aveva pensato ed ha portato nuovi indumenti. Devo dire che questi abiti medievali mi han stupito per la loro comodità, ci ho messo un pò per capire come si indossano ma ora mi sento a mio agio. Per prima cosa ho dovuto indossare una specie di boxer di tela, tenuti in vita da una cintura di tessuto, poi mi sono infilato una comoda camicia bianca, chiusa al collo con dei lacci. Invece dei pantaloni uso una specie di larga calzamaglia color ocra e sopra alla camicia un farsetto verde, chiuso sul davanti da una serie di stringhe.
Mecha ha un abbigliamento simile al mio, invece Imp indossa un lungo saio, stretto in vita da una larga cintura di cuoio. Per Lyppa era disponibile una bella veste azzurra ma lei ha preferito un abbigliamento simile al mio, al posto della calzamaglia ha scelto un paio di pantaloni di cuoio al ginocchio. Ai piedi portiamo tutti morbidi stivali che arrivano a metà polpaccio.
Stamane ho preso un pò di confidenza con la mia "vecchia" spada, pare che mi appartenga da almeno un paio di secoli e che Ninna abbia assistito mentre veniva forgiata e forse non si sia limitata solo a guardare.
A prima vista non ha niente di strano, anzi non pare niente di speciale, una semplice lama dritta a doppio taglio, un' impugnatura a croce rivestita di cuoio consunto ed un pomolo rotondo. Quando l'ho presa in mano per la prima volta mi sono stupito di quanto fosse leggera, la sentivo quasi come un'estensione del braccio, ho anche avuto una sensazione parecchio strana, mi sembrava quasi che la spada fosse a suo agio nella mia mano, felice.
Non mi sembrava particolarmente robusta e l'ho detto a Mecha che si è messo a ridere e mi ha chiesto di prestargliela per un momento. Siamo usciti fuori e, dopo averla sollevata a due mani sopra la testa, ha vibrato un colpo fortissimo sul bordo del pozzo. La lama ha spaccato di netto un paio di pietre e quando ho esaminato il taglio non ho notato la minima scalfittura, credo proprio sia un' ottima arma.
Visto che eravamo usciti Mecha mi ha proposto di scambiarci alcuni colpi, così per vedere se mi ricordavo ancora come si combatte. Sai Val penso di essermi sbagliato sul suo conto quando ti ho detto che era un tipo tremebondo, ho confuso la cautela con il timore. Comunque è andato a prendere una bipenne e mi ha invitato a colpirlo. All'inizio sono stato piuttosto goffo ed impacciato ma, a poco a poco, ho cominciato a ricordare e a rispondere ai suoi colpi. Dopo poco eravamo ricoperti di sudore anche se combattevamo senza camicia e farsetto, le braccia cominciavano a farmi male e i colpi dell'ascia sembravano farmi vibrare le ossa. Una bipenne dovrebbe essere un'arma da singolo colpo decisivo ma Mecha la manovrava con una singolare agilità descrivendo archi eleganti ed incalzandomi con calma. Mentre combattevamo Impero è uscito e si è seduto su una panca cominciando la lettura di una pergamena dalla quale, a tratti, alzava gli occhi per guardarci, un pò dubbioso. Dopo un violento assalto Mecha lo ha apostrofato dicendo: "Ehi Impo vieni un pò anche tu a scaldarti con noi, mica vorrai leggere quelle assurdità tutto il giorno!". Senza interrompere la lettura Imp gli ha risposto: "Non mi piace che mi chiami così, e comunque le armi e la forza son poca cosa rispetto ad una mente allenata. Non capisco come faccia Thirrin a sopportarti". Detto questo ha fatto uno strano gesto con la sinistra e Mecha si è ritrovato in mano una grossa serpe che si è affrettato, con un grido, a gettare a terra dove si è ritrasformata in ascia. "Uff, come sei permaloso, è un abbreviativo affettuoso, eccheccavolo" ha esclamato il mio avversario, poi ha raccolto la bipenne e ridendo mi ha detto " Va bene può bastare, ora diamoci una rinfrescata e poi credo che sia ora di raggiungere Lyppa in casa, il macbook ci aspetta".
Con "rinfrescata" il pazzo intendeva lo svuotamento di un paio di secchiate di gelida acqua del pozzo, rispettivamente sulla mia e sulla sua testa. Completamente agghiacciato sono rientrato in casa e, dopo essermi asciugato, sono andato in biblioteca che, a dire il vero, ora assomiglia più allo studio di un alchimista con scaffali colmi di antichi testi e strani strumenti. Solo il tavolo non è mutato e sorregge ancora il macbook, assurdamente acronico e quasi surreale. Come al solito ho cliccato sul video susseguente e Licia è apparsa, stavolta mi è sembrata un pò meno preoccupata quasi come se sapesse che ce l'eravamo cavata.
"Salve viaggiatori, se vedete questo video significa che siete sopravvissuti al primo scontro e ciò mi fa ben sperare. Sarò breve e vi dirò che dovete cercare l'Alchimista, ha qualcosa per voi. Tu Lyppa sai dove trovarla, prendete il libro con voi e partite appena potete, il tempo scorre veloce. Ah, dimenticavo, il libro è davanti a voi, vi saluto viaggiatori vi rivedrò assieme all'Alchimista se così piacerà agli dei."
A questo punto ci siamo guardati un pò sconcertati, Imp si è alzato e si è avvicinato al mac, lo ha esaminato ben bene ed ha pronunciato alcune strane parole toccandolo con la mano destra. Al posto del notebook è apparso un libro dall'aspetto piuttosto malandato e Impero ha esclamato: "Avevo sentito parlare di questi incantesimi gemellanti ma non ne avevo mai vista uno!", poi ha aperto il libro sfogliandolo. "Beh, se volessi essere così gentile di dire anche a noi di che si tratta", lo ha apostrofato Mecha, "te ne saremmo grati". Imp, un pò infastidito, ha replicato: "Il libro è stato unito al mac con un incantesimo gemellante. Sono diventati una sola cosa ed è molto difficile capire la presenza dell'altro guardando quello visibile, un nascondiglio perfetto, se non era per il suggerimento di Licia avrei potuto cercarlo per anni.".
"Bene, ritrasformalo e prendiamolo con noi", ha interloquito Lyppa," ora non c'è tempo perchè tu lo decifri, dobbiamo andare a trovare la mia amica Alice. Prepariamoci e mettiamoci subito in cammino."
Dopo qualche protesta di Imp che era impaziente di scoprire i segreti dello scritto e di Mecha che aveva fame e non gradiva un panino mangiato durante il viaggio, ci siamo preparati alla partenza. Io e il mio compagno guerriero abbiamo cambiato la calzamaglia con un paio di brache di cuoio simili a quelle di Lyppa ed il farsetto ha lasciato il posto ad una casacca di pelle di daino. Impero ha ritrasformato il libro e lo ha messo in una bisaccia assieme ad una fiasca d'acqua e qualche panino. Lyppa si è messa a tracolla un flauto e si è appesa una daga alla cintura. Io mi sono allacciato una cintura di cuoio con a sinistra una daga e a destra un largo coltello da caccia, la spada l'ho appesa dietro alla schiena con un paio di corregge di cuoio, tenendola inclinata sopra la spalla destra. Mecha ha scelto un mezzostocco e si è appoggiato l'ascia su una spalla. Devo dire che i miei due amici avevano portato una vera armeria sul loro carro.
Dopo qualche ulteriore protesta di Mecha sulla scarsità di cibo e l'assicurazione di Lyppa che l'Alchimista non ci avrebbe fatto patire la fame, siamo partiti.
Chiudendo la porta mi sono chiesto se avremmo rivisto la casa, Impero è sembrato leggermi nel pensiero: "Non ti preoccupare, la casa ha le sue difese, è qui da molto tempo e dubito che qualcosa o qualcuno sprechi le sue forze per distruggerla, non è lei che vogliono ma noi.". Beh, non è stato molto incoraggiante ma ho apprezzato l'intenzione.
Ci siamo messi in cammino in fila indiana seguendo il sentiero che attraversava la valle a sinistra verso la foresta, Lyppa ci guidava con passo spedito e Mecha costituiva la retroguardia. Il sole era alto sull'orizzonte e faceva piuttosto caldo ma era piacevole camminare, ho allungato una mano a sfiorare l'erba ai lati della strada e mi son sentito quasi allegro, finalmente stavamo prendendo l'iniziativa.
Quando siamo entrati nella foresta ho notato che il sentiero era pulito e gli alberi non troppo fitti, lame di luce attraversavano i rami e illuminavano il sentiero creando un caleodoscopico chiaroscuro. Dopo circa un ora di cammino siamo entrati in una radura e ci siamo concessi una sosta bevendo un pò d'acqua e mangiando i panini seduti su un erba verde e soffice. Lyppa ne ha approfittato per parlarci dell'Alchimista: "Si chiama Alice e ci conosciamo da un pò di tempo, una gran brava ragazza, molto competente anche se si sottovaluta un pochino. Come noi viaggia tra epoche diverse ma è nata a Ginevra nel XX secolo, ora si dedica all'alchimia e ha scelto questa foresta per condurre in tranquillità i suoi esperimenti. Ah, devo avvisarvi che ha qualche piccola, come dire, mania: crede di essere toscana e odia i francesi. Penso sia la conseguenza di uno sfortunato esperimento di qualche anno fa, comunque noi non siamo francesi quindi non c'è da preoccuparsi."
Finiti i panini ci siam rimessi in marcia e dopo un altra oretta di cammino siamo giunti in un altra radura ed al cospetto di una casa a due piani con due grossi camini che eruttavano un denso fumo nero. Mentre ci avvicinavamo abbiamo sentito una forte esplosione e le finestre del piano inferire si sono spalancate di colpo con un fragore di vetri infranti, un attimo dopo si è spalancata la porta e ne è uscita una figura traballante avvolta da un denso fumo.
Ha fatto qualche passo verso di noi tossendo ed esclamando: "Maremma maiala, buhaioli di francesi disonesti, cochon, mi spacciano chissà che roba per salnitro 'sti impuniti". Guardando meglio e diradandosi il fumo ho visto una donna con una veste marrone e un grembiule bianco, annerito e bruciacchiato, la faccia sporca di fuliggine e i capelli irti sulla testa.
Ad un tratto ha smesso di imprecare, ci ha visti e sul suo viso si è allargato un gran sorriso: "Lyppa, son proprio contenta di vederti, che bella sorpresa!", le è corsa incontro e l'ha abbracciata baciandola sulle guance, impiastricciandola tutta di fuliggine. Poi si è fatta seria e ha aggiunto: "E voi chi siete? Mica siete francesi eh ?". Al che Mecha si è fatto avanti e sorridendo le ha detto: "Mia signora non si alteri, noi non siam certo dei franchi, si rassicuri e non tema che siam qui per cercar aiuto e non questione.". Lei è rimasta per un secondo immobile e poi è scoppiata a ridere dicendo. " Oh Lyppa che accidenti di trabogano mi hai portato? E senti come parla manco fossimo alla corte di re Artù, non sarà francese ma un pò toccato magari anche si".
Lyppa le ha risposto: " E' il fidanzato di Thirrin, forse non ha capito che sei anche tu una viaggiatrice.". "Maddai, il fidanzato della principessina", ha proferito l'Alchimista dando a Mecha un gran pugno sulla spalla, "mi pari un pò grullo ma simpatico. Ah, lo sai che Thirrin è ospite del conte della città di Avilian, praticamente a due passi da qui. Magari le si fa una visitina neh? Oh Lyppa e quegli altri due chi sono? Quello alto con gli occhi azzurri mi parrebbe un guerriero, con tutta la ferraglia che si porta addosso, e l'altro chi è, un religioso ?". Impero, un pò sulle sue, ha fatto le presentazioni: "Signora, io sono uno studioso delle arti antiche e i miei due compagni sono guerrieri di valore ma lei, se mi consente, come si chiama?". "Oh, già", ha esclamato lei," non mi son nemmeno presentata. Gli è che è un periodo che son sola in 'sta foresta e non son più abituata alla gente. Mi chiamo Alice e nel XX sono una ricercatrice laureata in chimica ma qui sono e mi chiamano Alchimista. Ma di un pò tu, "occhi azzurri", ma come te la sei fatta codesta cicatrice sulla faccia e 'sti capelli neri non è meglio che te li raccogli un pochino, così mi sembrano una criniera. Ah per caso ti piace la musica reggae?"
Sotto il fuoco di fila delle sue domande mi sono un pochettino perso ma le ho risposto: "Beh non mi ricordo molto del mio passato, comunque mi pare che la musica reggae non mi sia mai piaciuta.". Al che lei ha detto: " Non sai che ti perdi, è musica troppo forte, vabbè l'importante è che non sei francese per il resto chi può dire di essere perfetto" e mi ha mollato una pacca sulla schiena aggiungendo:"Oh gente ma venite in casa, c'è un pò di disordine al momento che mi è saltato l'athanor ovvero il forno, che 'sti buhaioli di mercanti francesi mi vendono certa roba. Ma ho una birra che vi rimetterà in sesto, venite, venite, Lyppa falli muovere.". Si è diretta in casa a grandi passi e noi l'abbiamo seguita, dentro ristagnava ancora un pò di fumo che usciva pigramente da una porta in fondo alla stanza d'ingresso. C'erano strani alambicchi dappertutto, alcuni gorgogliavano allegramente ed alcuni gocciolavano strani liquidi. Impero si è subito messo a curiosare mentre io e Mecha ci siamo messi ad attendere speranzosi la promessa birra. Alice è entrata nella stanza fumante e da lì ci ha gridato: "La birra è nel secondo alambicco sul tavolo di sinistra, servitevi pure che io devo arieggiare un pò 'sta stanza, maremma che casino, oh i boccali sono sullo scaffale. ". Sinceramente non ho capito cosa volesse fare per cambiar aria visto che le finestre erano scardinate, comunque io e Mecha ci siam versati una generosa dose di birra e l'abbiamo tracannata o, perlomeno, ci abbiamo provato visto che aveva un gusto orribile. Abbiamo cominciato a sputacchiare e la voce di Alice ci ha raggiunti. " Ah scusate, volevo dire il tavolo di destra, su quello di sinistra sto esaminando dell'orina di cavallo per conto di un villico che teme glielo avvelenino." Sentito questo abbiamo sputacchiato con rinnovato vigore mentre Lyppa si piegava in due dalle risate e le spalle di Imp sussultavano mentre si girava per esaminare una serpentina.
Appena ci siamo ripresi ci siam versati in nuovi boccali la nuova bevanda, l'abbiamo assaggiata con cautela e poi bevuta con soddisfazione.
Beh, per farla breve abbiamo deciso di fermarci qui per la notte, sopra ci sono un paio di stanze per gli ospiti e dopo cena dovremo parlare a lungo, non ti nascondo che Alice mi è simpatica e scommetto che sotto la fuliggine c'è una graziosa ragazza, ora è uscita per attingere l'acqua e quando si sarà data una risistemata ti saprò dire. Quando Impero ha tirato fuori il mac da cui sto scrivendo lo ha riconosciuto, quindi penso che cono
Val, sono Alice, è successo un casino terribile, ti scrivo io perchè il tuo amico Mecha credo abbia le braccia rotte, ci hanno mandato un Annurko, non ci posso credere. Ma chi è il tuo amico? Alla fine l'ha ucciso, non credevo che un umano potesse. Mecha mi dice che appena potrà ti descriverà cosa è successo, adesso dice se puoi avvisare Ninna e dirle che abbiamo bisogno di aiuto. Impero è gravemente ferito e il tuo amico è ancora svenuto, non so come faccia ad essere vivo. Lyp è andata ad Avilian, le ho fasciato le ferite, cercherà di avvisare Thirrin. Contatta Ninna e dille che siamo nei guai.