domenica, 30 settembre 2007
Dunque. sono reduce da un'intenso weekend all'insegna del fantasy.
Come già detto sabato sono andato alla presentazione di Licia a Varese. Il posto era molto bello, una villa ottocentesca con uno splendido parco che ho visitato in maniera approfondita. Pensate che c'è pure un esemplare di Sequoia gigante, qui in italia non ne avevo mai visti.
Comunque alla presentazione Licia era davvero in forma smagliante e cosippure la sua ormai consueta "spalla" Sandrone . Entrambi ci hanno piacevolmente intrattenuti per più di un' ora con interessanti argomentazioni ed inediti "rettroscena". Ad es. non sapevo che la copertina del primo libro delle Cronache aveva suscitato le ire dei librai perchè ritenuta troppo "spinta".
Non son mancati momenti divertenti, sul palco era presente una simpatica signora che ha presentato i nosti eroi. Esilarante la sua lettura dei titoli e dei personaggi dei libri di Licia. Nihal è diventata Nigial, il talismano si è tramutato in tirismanto e via così.
Poi l' audace presentatrice è passata ad occuparsi di Sandrone mostrandosi interessatissima al suo vecchio mestiere di cuoco. Credo sia tuttora convinta che Dazieri abbia lavorato 10 anni su una nave (lui le ha detto che non ha mai messo piede su qualsivoglia battello) e che successivamente sia diventato un famoso chef internazionale (Sandrone ha spiegato che lavorava in cucine a 50 gradi di temperatura e con cuochi alticci che al minimo sbaglio facevano partire punitive "padellate" ).Ma il momento in cui mi son quasi ribaltato dal ridere è stato quando Dazieri ha parlato dell' oggetto più pesante mai trasportato: Il Frigoforno.
Da rimarcare anche l'incontro con la famosa blogger ninna_r , amica di Licia, che, devo dire, dal "vivo" è senz'altro meglio rispetto alle immagini che posta sul suo blog ( e so che questo molti lo crederanno impossibile).

Oggi invece mi sono recato alla premiazione del concorso 500 Gocce d'inchiostro che si è tenuta nel bellissimo locale fantasy "La tana del drago fumante". Io ho avuto l'onore di essere tra i dieci finalisti con un racconto che sarà pubblicato sul sito del concorso e, magari, anche qui sul mio blog.
Non ho vinto ma sono stato veramente contento di essere tra i finalisti, una bella emozione se pensate che ero e sono tutt'ora convinto di scrivere piuttosto male (credetemi, non è falsa modestia ma vera convinzione).
Dunque un grazie di cuore a chi ha ritenuto il mio racconto così meritevole.
Al concorso ho anche incontrato Francesco Falconi e Mario Labieni, rispettivamente l'autore e l'illustratore della saga di Estasia.
Veramente due ottime e simpatiche persone oltre che scrittore dalle indiscusse capacità e vero artista.
Ho conosciuto anche, seppure di sfuggita, le scrittrici  Chiara Guidarini ed Antonia Romagnoli, in futuro conto di leggere le loro opere e poi ve ne parlerò.
Alla premiazione ho fatto qualche foto, domani ve ne posterò un paio, che son le uniche venute più o meno bene.
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venerdì, 28 settembre 2007
Sospendo momentaneamente le catene per dirvi che domani partirò per la mia terra natale.
E visto che la mia scrittrice preferita terrà una presentazione nelle vicinanze penso proprio che ci andrò.
Domenica, se trovo il tempo necessario, parteciperò a Bardica ed incontrerò  ottimi autori fantasy nonchè amici della blogpalla.
Seguirà dettagliata recensione..............sempre che riesca a non eccedere con gli alcoolici
postato da: Valberici alle ore 21:41 | Permalink | commenti (22)
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giovedì, 27 settembre 2007
5) Il matrimonio: E lo so che qui scatenerò le folle peggio che con la dichiarazione di inutilità delle mutande.
Però se ci riflettete con calma non c'è davvero nessuna ragione che giustifichi l'esistenza di questa complessa et inutile cerimonia. E non venitemi a parlare di riconoscimento dei figli, di vantaggi fiscali, sanitari, testamentari, ecc.... Le leggi che riguardano il matrimonio sono una conseguenza, se non lo si inventava non c'era ovviamente nessuna differenza tra conviventi ed ammogliati, infatti sarebbe esistita solo la prima categoria.
Bene ora è meglio che mi sbrigo a scrivere la seconda catena che se passa mia moglie e legge non so come va a finire



3) Ho vent'anni e vivo nel terrore. Da quasi un anno la paura mi accompagna, ne sono imbevuto ma non ancora soggiogato. Credo di avere la forza di resistere, credo di poter continuare a vivere come prima. Io non sono come gli altri, io sono migliore, più intelligente, più forte. Posso controllarla, posso impedirle di manifestarsi, posso schiacciarla dentro di me, così a lungo che finirà per scomparire.
Cammino per la città e passo accanto al bar sull'angolo della via che porta alla sinagoga. Ad un tavolino sono seduti un paio di giovani in compagnia di una bellissima giovane donna. Dietro di loro una coppia di anziani conversano serenamente. Mi fermo e guardo la ragazza, sono colpito dalla sua bellezza orientale, i neri capelli si arricciano con grazia sulle sue spalle ed i suoi occhi sono come colombe.
Mi avvicino e mi siedo davanti a loro. Comincio a parlarle dicendole quanto sia bella e citandole il Cantico dei Cantici. Tutti e tre fissano il mio petto dove la svastica d'argento luccica appesa alla catenella. Io continuo a parlare con calma e la vedo avvicinarsi  ad uno dei due. Ecco dunque di chi è la fidanzata. Vedo la paura  che, a poco a poco, si impadronisce dei ragazzi, accompagnata dalla rabbia. I due anziani han smesso di parlare e mi fissano, la vecchia mormora qualcosa, parla di occhi, di uno sguardo. Io, inaspettatamente, comincio a parlare del mio cane, di quanto sia intelligente, di quanto sia morbido il suo pelo e di quanto  mi piaccia accarezzare un così bell'animale.
Dicendo le ultime parole allungo la mano e accarezzo leggermente la ragazza su una guancia. Lei si ritrae e il suo fidanzato si alza in piedi di scatto fissandomi, bianco come un cencio. Ma non fa nulla, bloccato dalla paura e dall'indecisione. Alle sue spalle la donna anziana piange sommessamente.
Io scoppio a ridere e mi alzo, me ne vado pieno di disprezzo per quei ragazzi.
Non so  che tra pochi giorni il terrore mi travolgerà cancellando tutto.
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mercoledì, 26 settembre 2007
6) L'Oroscopo: e qui permettetemi un momento di sboronaggine citando l' immortale Orazio che ci ammoniva : "nec Babylonios temptaris numeros". E' infatti del tutto evidente che è meglio non sapere cosa ci riservi il futuro e, di conseguenza,  di qualunque scienza o pseudoscienza che si dedichi alla sua interpretazione l'umanità poteva farne serenamente a meno.

zodiac-signs-6
2) Era l'estate del 1975 ed io avevo appena compiuto 12 anni. Mio nonno mi aveva regalato un picozza da ghiaccio ed io la tenevo in mano, seduto sui gradini della chiesa del mio paese. Ero perso in un mio mondo particolare fatto di numeri e di musica quando sento una voce che pare mi chieda qualcosa. Alzo gli occhi e vedo dei ragazzi, di qualche anno più grandi di me, che mi stanno prendendo in giro. Dopo un momento arrivo a capire che mi stanno dicendo che una picozza serve agli scalatori, non certo ad uno che manco sarebbe capace di scavalcare la cancellata della chiesa.
Capisco che si tratta di una sfida, o almeno credo, così mi alzo e, senza parlare, comincio a salire lungo uno dei muri del campanile. Mi muovo con calma sfruttando le fessure tra i mattoni corrosi dal tempo. Sento uno dei ragazzi che mi dice di scendere, mi concentro e cerco di mantenere almeno due appoggi, salgo sempre di più. Arrivo alla prima finestra e mi aggrappo all' inferriata che cede di schianto. Cado all'indietro tra i rami di una acacia e sento le spine che mi strappano i vestiti e la pelle. Atterro di schiena senza sentir dolore ma solo una sensazione come se un suono potente mi scuotesse tutto. Rimango a guardare il cielo per un lungo istante, è azzurro. Mi rialzo e comincio a sentire il dolore . Ci sono degli adulti che mi guardano, mi chiedono qualcosa. Io prendo la picozza e, un po' zoppicando, vado a casa.

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martedì, 25 settembre 2007
Passo subito ad illustrare la settima cosa di cui l'umanità poteva fare serenamente a meno.

7) Il caffè decaffeinato: qui non sto a sprecare troppe parole, dico solo che chi beve 'sto intruglio sarebbe sicuramente capace di correggerlo con una grappa analcolica, la quale, se esistesse, meriterebbe senz'altro il primo posto.



Ed ora vado a cominciare un'altra catena.

8 cose che non sapete di me e di cui si potrebbe benissimo fare a meno.

1) Durante i mitici anni ottanta trascorsi un po' di tempo in Sardegna ad addestrarmi, precisamente qui. Un bel giorno arrivarono delle truppe inglesi in visita e naturalmente si socializzò subito andando a frequentare il bar di Perdas, fornitissimo del temuto liquore filuferru . Durante una seduta con abbondanti libagioni ebbi a che ridire con un sottufficiale di questo particolare corpo
Mi dissero che feci qualche apprezzamento sullo strano coltello che usavano dicendo che probabilmente era l'unica cosa lunga che avevano e, purtroppo, era pure storta.
Si decise di sistemare la cosa fuori dal bar.
Beh, devo dirvi che dopo nemmeno un minuto avevo già il naso rotto e una costola incrinata. Fortunatamente, per me, arrivarono i carabinieri che ci divisero e mi portarono in cella di rigore.
Questo perchè i carabinieri svolgono compiti di polizia militare (e con questo faccio anche contenta Lypsak che voleva saperne di più, due piccioni con una fava )
postato da: Valberici alle ore 19:20 | Permalink | commenti (14)
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lunedì, 24 settembre 2007
La prode Lypsak mi ha gentilmente suggerito di incatenarmi rispondendo al seguente terribile quesito:

QUALI SONO

LE OTTO COSE FATTE, DETTE, SCRITTE O PENSATE
 

DI CUI L'UMANITA' POTEVA SERENAMENTE FARE A MENO?

Senza alcun dubbio la domanda è estremamente impegnativa, inferiore, come complessità, solo alla celeberrima: "domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto".
Devo confessare (e qualcuno vorrà la mia testa per questo) che la prima cosa che mi è venuta in mente è stato Il Signore degli Anelli.
Riflettendo però mi son reso conto di aver esagerato, il suddetto libro non credo possa meritare di essere nelle prime otto posizioni.
Ho quindi passato la notte in profondissima meditazione e ho cominciato col scegliere la numero 8 ovvero:

8) Le mutande: Dio solo sa a che serva quest'inutile indumento se non a rallentare l'espletamento di quelle funzioni corporali che distinguono l'animale dal vegetale. Ovviamente ci sono stati popoli illuminati, ad esempio gli scozzesi, che hanno a lungo osteggiato l'inutile orpello. Purtroppo però pare che l'umanità vada verso l'adozione in massa di questo insensato capo d'abbigliamento, chiaro segno del degrado dell' uomo.


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domenica, 23 settembre 2007
Da:       xxxxo@libero.it
Oggetto:     Incontri
Data:     29 luglio 2008 19:36:04 GMT+01:00
A:       valberici@iol.it

Ciao Val, sono Mecha, ti dico subito che la situazione si è un po' normalizzata, è giunta Ninna e anche Thirrin accompagnata da quel damerino che si dice pittore e da un'accolita della dea Namiel. Stiamo tutti un pochino meglio anche se Impo non ha ancora ripreso conoscenza. Il tuo amico ci ha salvati ma a che prezzo ? Ora lo vedo seduto fuori che parla con Ninna e ti dico subito che mi fa paura ciò che è diventato, anche gli altri non san bene come comportarsi con lui tranne Ninna, ma lei, come sai, è speciale, forse ha il suo stesso sangue, forse. Ma è meglio se ti racconto con ordine, dall'inizio.
Imp e Lyppa erano fuori, seduti su una panchina, che parlavano di non so che teoria musicale mentre io e Alice preparavamo la cena. Simpatica l' alchimista, mi ha parlato di una gita in Francia assieme ad una sua amica parigina, credo che il suo odio per i francesi non sia poi così grande come vuol far credere. Ma sto un po' divagando, adesso mi rimetto sul giusto sentiero e cerco di rimanerci.
Dunque, ad un tratto ho sentito dei rumori provenire dal bosco, mi sembrava che qualcuno corresse spezzando i rami al suo passaggio. Io e Alice siamo usciti, Lyppa aveva sguainato la daga,  Imp si è girato verso di me, pallidissimo: "Mecha prendi le armi sta arrivando un Annurko, Alice vattene via, subito !". Mi sono precipitato in casa, ho afferrato l'ascia e mi sono lanciato fuori proprio quando il nemico usciva dal bosco. Non avevo mai visto un Annurko, sapevo che sono guerrieri quasi imbattibili ma non ero preparato al terrore che che incutono. Alto, con le spalle possenti, il viso con tratti umani mischiati a quelli di un felino; indossava una nera cotta di maglia, senza maniche, le braccia ricoperte da una scura pelliccia, brandiva una lunga spada. In un attimo ci è addosso, Imp alza la mano iniziando un incantesimo ma viene abbattuto da un fendente laterale che lo scaglia lontano, esanime. Lyppa tenta di trafiggerlo  da dietro con la daga ma il mostro gira su se stesso, rapidissimo, e la colpisce con un manrovescio, lei cade abbandonando la lama. L'Annurko cerca di colpirmi ma riesco ad abbassarmi e a scivolare sotto la sua guardia, mi sposto a lato e lo centro al fianco con la bipenne, la lama si disintegra e le braccia mi si intorpidiscono, mi sembra di aver colpito una roccia. L'Annurko ride e mi assesta un affondo, lo paro a malapena col manico dell'ascia che si infrange, finisco a terra, mezzo tramortito e lo sento gridare: " Dove sei guerriero? Vieni da me prima che ammazzi tutti i tuoi cani da guardia, codardo.", la sua voce tonante mi fa rabbrividire.
Vedo Alice che cerca di soccorrere Lyppa, il mostro la afferra per i capelli e la solleva da terra ridendo. Sento uno schianto di vetri e vedo il tuo amico che si è lanciato  dalla finestra del piano superiore, rotola a terra e perde la spada. L'Annurko l'apostrofa: "Ah e questo sarebbe il grande guerriero ? Un inutile viaggio è stato il mio, bastava un qualunque umano ad ucciderti. Prendi la spada e vieni a morire. ".
Lui riesce a mettersi in piedi ed impugna la spada, attacca il mostro ma è lento, l'Annurko para i colpi con facilità continuando a tenere stretta l'Alchimista che grida e si divincola. Lyppa cerca di rialzarsi e, carponi, cerca la daga che gli è sfuggita. Il mostro colpisce il guerriero con una terribile piattonata facendolo cadere, poi lo prende a calci dicendo: "Non meriti la mia spada, ti ucciderò come un cane.", Alice allunga una mano e gli graffia gli occhi, lui urla di dolore e la scaraventa a terra e fa  per colpirla ma una specie di ringhio lo ferma. Il guerriero si è rialzato e qualcosa in lui è cambiato, la sua postura è diversa, ora è come se la spada facesse parte del suo corpo. Non ti so spiegare il perchè ma da  quel momento ho avuto paura di lui, più di quanta ne avessi per il servo dell'oscurità. Anche l'Annurko si è fatto più cauto ed i due sono rimasti immobili a guardarsi per un lungo momento. Poi il tuo amico ha parlato nell' antica lingua, io la conosco un poco e credo abbia detto: " Chi sei tu che osi attaccarmi? Tu che appartieni alla razza che fu mia schiava. ". Il suo aversario per un momento mi è parso impaurito ma si è subito lanciato all'attacco cercando di colpirlo con un affondo disperato. Ora devo dirti che non avevo mai visto un combattimento simile, si sono scambiati colpi rapidissimi che non sono quasi riuscito a vedere, ad un tratto si sono immobilizzati e il mostro ha guardato verso il basso, stupito di vedere la spada che gli affondava nel ventre. Il guerriero ha dato una crudele torsione alla lama, l'ha estratta  ed ha troncato il collo ed il grido di dolore dell'Annurko. Poi si è chinato a raccogliere la testa ferina e l'ha sollevata guardandola con distaccato interesse. A questo punto sono svenuto e mi sono risvegliato dentro casa mentre Alice, pesta e dolorante, ti scriveva.
Lypsak , che ha davvero un coraggio e una forza d'animo incredibile, nonostante avesse qualche costola rotta è riuscita ad arrivare ad Avilian ed ad avvisare Thirrin,  il conte Falconi le ha dato una scorta e lei è arrivata qui stamattina all'alba.
Sai com'è fatta, per prima cosa mi ha dato una bella strapazzata, del tipo: " Sei proprio una testa dura, un emerito imbecille. Ti cacci in un guaio, segui i consigli di quel pazzo di Valberici, manco mi avvisi, si vede che non vuoi il mio aiuto..." e così via in crescendo. Comunque alla fine, come sai, ha un gran cuore e mi vuole bene. Mi ha interrogato su cosa era successo e alla fine le è scappata anche una lacrimuccia, eh eh .
Come ti ho già detto con lei c'era quell'imbrattatele damerino, quel Fabrizio che nel nostro secolo si spaccia per un "fumettista" o quel che è. Ultimamente si fa sempre accompagnare da 'sto tipo, dice che è un grande artista, capirai.
Però ti voglio parlare della ragazza che era con loro, si chiama Francesca ed è una accolita del tempio della dea Namiel. Tu sai che le ragazze consacrate alla dea vengono allevate ed educate nel tempio dalle sacerdotesse. Si dice, anche se in realtà nessuno lo sa per certo, che fin dalla più tenera età siano istruite al combattimento ed all'uso delle armi, addestrate a sopportare la sofferenza ed a travalicare i limiti dell'umana resistenza. Lo scopo della loro esistenza è difendere, anche a costo della loro vita, la persona che la dea le affida. Pare che Francesca sia stata incaricata, dalla Gran Sacerdotessa in persona, di proteggere e servire il tuo amico guerriero, come se lui avesse bisogno di qualche protezione, mah. Per ora mi è sembrata una specie di suora, indossa una lunga veste color verde scuro con un cappuccio che porta sempre alzato a coprire la testa. Il volto è velato e si scorgono solo gli occhi, l'ho vista a cavallo e devo dire che aveva un bel portamento, mi sa che sotto quella palandrana si nasconde una bella rag

Val, sono Thirrin, non ascoltare 'sto scemo di Mecha, figurati se ti ho dato del pazzo. Il fatto è che 'sto bel tomo come vede una ragazza nuova si gioca gli ultimi neuroni rimasti. E mi sa che è pure un po' geloso di Fabrizio ma dopo facciamo i conti.
Senti, volevo dirti che vorrei capire cosa sta succedendo, quel tuo amico guerriero fa paura, ha uno sguardo che mi mette i brividi ed è anche un po' maleducato. Cioè, voglio dire, non è che manchi di rispetto, anzi è persino gentile ma lo è come un uomo nei confronti dei cani che ama, non so se mi spiego. E stamani è arrivata anche Ninna, accompagnata da quell' orso gigantesco, lo sai che ho sempre trovato un pochino inquietante anche lei, infatti pare che sia amica del guerriero. Uff, Mecha insiste per scriverti, lo lascio fare giusto perchè è ancora ferito, ciao Val, spero che tu sappia quello che fai.

Gesù Val, mi sa che ho fatto male a scrivere quei commenti sull'accolita, la principessa se ne è andata un tantino arrabbiata, vabbè, le passerà.
Senti, come ti abbiamo già detto è arrivata anche Ninna, grazie per averla avvisata. L'Orso l'accompagna, per ora rimane in forma animale, pare che così recuperi più in fretta e guarisca prima, l'ultimo scontro del resto l'ha quasi ucciso. E' arrivata anche lei a cavallo, uno stallone nero come la notte, ed appena ha visto il guerriero lo ha salutato nell'antica lingua, lo ha chiamato fratello, almeno così ho capito, e lo ha abbracciato dicendo che era felice che lui avesse finalmente ricordato chi era. Eppure quando io avevo lavorato con lui non mi ero mai accorto  di nulla, credevo che fosse impazzito dopo la lettura del libro, ma ora penso che si sia trattato dell'inizio del risveglio. Vorrei che tu mi dicessi qualcosa di più su di lui, mi spaventa davvero, ora porta la spada con noncuranza e Ninna gli ha portato due pugnali fatti con lo stesso metallo.
Prima l'ho visto parlare con l'accolita, all'inizio sembrava un pò adirato poi ha riso e mi è sembrato acconsentire, probabilmente le ha concesso di proteggerlo perchè ora lei lo segue sempre anche se in maniera discreta, la vedo che lo tiene d'occhio anche adesso mentre sta parlando con Ninna.
Bene, comincio ad essere stanco, non ho ancora del tutto recuperato ma Imp sta peggio di me, non si è ancora risvegliato nonostante le cure, dobbiamo assolutamente portarlo dalla guaritrice che ci ha suggerito Licia.
Ah, scusa, non ti ho ancora detto dell'ultimo video, forse ho ancora un po' di febbre che mi confonde, adesso ti dico e poi mi riposo.
Allora, poco dopo l'arrivo di Ninna abbiamo recuperato il macbook e, di comune accordo, abbiamo deciso di guardare l'ultimo video.
Abbiamo portato il mac nella stanza dove Imp giaceva svenuto e Ninna lo ha acceso e cliccato sul file. Appena Licia è apparsa ho notato che il guerriero ha avuto uno scatto rabbioso e Ninna gli ha messo una mano sul braccio calmandolo. Licia mi è sembrata tranquilla ma molto determinata.
"Benritrovati, soprattutto tu Aziel, lo scontro con l'Annurko dovrebbe averti fatto ricordare chi sei, ma dimentichiamoci delle nostra vecchia antipatia, te ne prego. Abbiamo un nemico comune da combattere, lo sai.
Ciao Ninna, tutto sembra procedere per il meglio vero? Però adesso viene la parte difficile. Ho nascosto 8 antichi frammenti di pergamena, sono nelle catacombe sotto al castello del conte Falconi ad Avilian. Quando li avrete trovati Imp li dovrà unire con la sua magia. Per questo è essenziale che sia risanato, la guaritrice che abita alle pendici del monte Phate può curarlo, si chiama Valentina, andate da lei ma state attenti lungo il cammino.  Ninna, ti prego, proteggili e tu, Aziel, non mi giudicare troppo male, ho fatto quel che dovevo, quello che il destino mi ha imposto.".

Ok, è giunto il momento di riposare, ti saluto Val, domani decideremo il da farsi, a risentirci.
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categoria:racconto
sabato, 22 settembre 2007
Comincio a pensare che il mio "non dormire" sia causato da una mancanza di punti di riferimento.

Qualcosa che mi indichi che è giunto il momento di andare a letto.

Qualcosa che mi faccia da circadiano spartiacque tra il sonno e la veglia.

Un giusto equilibratore pituitario, un regolatore serotoninico, un ......................

Ecco, ci sono, mi manca il




carosello


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giovedì, 20 settembre 2007
Ormai ripresomi dalla fatica fatta per produrre un paio di racconti di sole 500 parole, faccio il punto della  situazione.

Cose da fare

  • scrivere la continuazione del mail-racconto
  • zippare e linkare per l'amico Mecha il vecchio blog di Licia
  • leggere il racconto che mi ha mandato Imp
  • vedere a che punto siamo col blog-racconto e portarlo avanti
  • scrivere e postare su amemi la recensione de "L'occhio del Golem" e, a seguire, quella delle "Cronache del Mondo Emerso"
  • comprare della colla ed assemblare la copertina dell'ultimo libro delle "Guerre del Mondo Emerso"
  • verificare, ed eventualmente ripristinare, le scorte di caffè e gelato

Cose da non fare


  • aprire un'altra bottiglia di grappa
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mercoledì, 19 settembre 2007

Il maestro Ittei diceva ancora: "Per fare il bene, in poche parole, occorre sopportare la sofferenza."
Non accettare la sofferenza è male.
E' un principio che non conosce eccezioni.

Hagakure di Yamamoto Tsunetomo

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