lunedì, 30 giugno 2008
momento di fare un passo indietro.
Nel mio post di venerdì scorso vi annunciavo che avrei letto "La setta dei libri blu".
Ed ora sono felice di comunicarvi che mi è piaciuto assai, in particolare il Cardinale Chang, personaggio piuttosto interessante.
Quindi, se vi capita sottomano, vi consiglio di leggerlo.
Ed ora vi lascio in compagnia di una domanda:
Se nessuno guardasse nell' l'abisso allora l'abisso stesso scomparirebbe?

sabato, 28 giugno 2008
dalla lettura di un blog, ho deciso anch'io di fare una vera recensione.
Avrei voluto scegliere un libro della signora Troisi ma, purtroppo, ho notato che erano già stati quasi tutti ampiamente recensiti sul suddetto blog.
Allora ho deciso di cimentarmi in un inedito tentativo. Naturalmente non credo di poter raggiungere il necessario livello di obiettività e competenza. Sicuramente mi manca la necessaria esperienza come lettore, la capacità analitica e la freschezza del ragionamento. Non mi è nemmeno d'aiuto il leggero rincoglionimento dovuto all'età ormai avanzata...vabbè comunque ci provo.
Cominciamo col sorseggiare un bel caffè corretto, bevanda ideale per mettere in funzione i neuroni.
Arieccomi, dunque, per prima cosa mi serve un libro.
Naturalmente mica lo compro, fossi matto...me lo scarico. Vediamo...che scegliere...mah...a sì, ecco.
Eccolo qui...ed ora cominciamo la rece. Prima di tutto è evidente che l'autore ha goduto di inspiegabili ma decisive raccomandazioni. Altrimenti non si spiega come sia riuscito a farsi pubblicare 'sto libro dopo aver passato una vita a scrivere fumosi e noiosissimi saggi. A 48 anni di età è evidente che se qualcuno aveva qualcosa da dire lo avrebbe già dovuto fare almeno trent'anni prima.
Probabilmente la casa editrice avrà voluto dargli un contentino, o forse avrà avuto un nipote editor, chissà.
In ogni caso leggo su google che ha avuto un incredibile successo, ma ciò non mi stupisce. Ormai è risaputo che la qualità dei lettori va di pari passo con quella degli autori.
Ok, cominciamo a recensirlo.
Gia dall' incipit 'sto libro mi fa rabbrividire, potrei citarvi almeno un centinaio di inizi molto più efficaci, ad es.
“Nella piazza della cattedrale la folla ormai rauca si apprestava ad impiccare un maiale.
Un giovane rallentò il passo per guardare. Le assi gialle del patibolo, inchiodate frettolosamente, stillavano linfa; un odore resinoso di pino giunse alle sue narici, e ancora più forte, il fetore di sterco animale. Lucas cercò un fazzoletto per tergersi il volto sudato. Non trovandolo, usò, disgustato, un lembo della manica. Si fece strada fra gli spettatori, con la testa che gli rintronava per il rumore.!”...che è tratto da un libro della Gentle.
E che dire poi delle contraddizioni ed inforigurgiti che si incontrano già nelle primissime pagine e che..............
Umm...aspettate un attimo, forse prima di recensirlo un libro bisogna leggerlo vero?
Eh, mi sa di sì...cavolo che errore da principiante stavo per fare....ok, me lo leggo.
Aririeccomi...l'ho letto. Devo confessarvi che ho fatto molta fatica, questo libro è di una pochezza sconvolgente. Una storia che sfrutta il pretesto e la pretesa di essere un romanzo storico per proporci una trama e protagonisti assolutamente non originali.
Ma andiamo con ordine...non devo dimenticarmi di essere obiettivo ed oggettivo...mica come certi lettori, certi fan che scrivono commenti del tipo:
“Le prime 100 pagine sn state un vero strazio! Più di una volta ho pensato di mollare ttt tenendo conto sprttt del fatto ke la lettura di quel libro nn era un impegno scolastico, ma, subito dopo il secondo omicidio, nn sn + riuscita a metterlo giù. Ho passato a leggere un intero finesettimana e sn rimasta profondamente affascinata da questo intrigato giallo storico. Peccato x le frasi in latino saltate a pie' pari, eccetto l'ultima. Il film nn regge sicuramente xò il confronto: nn solo ha stravolto completamente la storia x renderla + vivace x uno skermo, ma nn ha neanke dato la risposta ad alcuni enigmi facendo prevalere la parte sentimentale. Inoltre posso capire ke molti preferiscano una storia d'amore cn una bella ragazza a degli inciuci tra monaci, ma nn si può fare un lavoro del genere a questo povero libro! Infatti nonostante ttt, questo resta sicuramente uno dei più completi libri ke abbia mai letto.”
Cominciamo dalla prefazione dell'autore: “Il 16 agosto 1968 mi fu messo tra le mani un libro dovuto alla penna di tale abate Vallet, "Le manuscript de Dom Adson de Melk, traduit en francais d'après l'edition de Dom J. Mabillon" (Aux Presses de l'Abbaye de la Source, Paris, 1842)”.
Come avrete già capito qui si imita tale Dumas e si copia il suo espediente, il ritrovamento delle Memorie del Signor d'Artagnan, dando una falsa patente di storicità ai protagonisti.
Iniziamo dunque male e proseguiamo anche peggio perchè l'incipit:
“In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio.”, é esattamente uguale a quello di un tale Giovanni Evangelista, siamo di fronte dunque ad un vero plagio.
Poi si arriva alla descrizione del protagonista e risulta evidentissimo che è costruito, senza alcuna autonoma inventiva, sulla figura del filosofo Guglielmo da Occam. Manco la fatica di inventare un personaggio originale. E leggete come lo descrive: ”Era dunque l'apparenza fisica di frate Guglielmo tale da attirare l'attenzione dell'osservatore più distratto. La sua statura superava quella di un uomo normale ed era tanto magro che sembrava più alto.”. Notate la ridondanza della frase, già ha detto che è più alto della media, inutile ribadire il concetto dicendo che la magrezza lo faceva sembrare più alto.
Arrivati a questo punto avrete già capito che questo libro non doveva essere pubblicato, ma continuiamo.
Il punto nevralgico della storia, il modo in cui un assassino uccide, è assolutamente non originale, lo si ritrova in parecchi libri precedenti, basti citare “Le mille e una notte”. Quindi già da subito il lettore esperto sa perchè e come muoiono i monaci.
E che dire delle continue ripetizioni:
“Dove le leggi dell'esterno siano uguali alle leggi dell'interno. Ecco, Adso, useremo le scienze matematiche. Solo nelle scienze matematiche, come dice Averroè, si identificano le cose note per noi e quelle note in modo assoluto."
"Allora vedete che ammettete delle conoscenze universali."
"Le conoscenze matematiche sono proposizioni costruite dal nostro intelletto in modo da funzionare sempre come vere, o perchè sono innate o perchè la matematica é stata inventata prima delle altre scienze. E la biblioteca é stata costruita da una mente umana che pensava in modo matematico, perchè senza matematica non fai labirinti. E quindi si tratta di confrontare le nostre proposizioni matematiche con le proposizioni del costruttore”
Ma l'editor che faceva? Dormiva?
E non parliamo di questo interessante cibo che si pappano i monaci: “carne di pecora con salsa cruda di peperoni”.
I peperoni nel 1327!!
Qui si vede lo scarso rispetto nei confronti dei lettori, ma documentarsi un minimo no eh?
E concludo con un esempio da manuale di inforigurgito:
“Quanto dicevi che é un trabucco?"
"Trentasei piedi quadri. Ma non affannarti. Quando vorrai sapere qualcosa di preciso verrai da me. Fai conto di avere in me un amico fedele."
"Tale io ti considero," disse Guglielmo con calore. "Ubertino mi ha detto che un tempo appartenevi al mio stesso ordine. Non tradirei mai un antico confratello, specie in questi giorni in cui si sta attendendo l'arrivo di una legazione pontificia condotta da un grande inquisitore, famoso per aver bruciato tanti dolciniani. Dicevi che un trabucco fa trentasei piedi quadri?"
Avrete ormai capito che ho recensito un libro di bassa qualità, noioso e pieno di banali errori.
Persino il titolo è del tutto campato in aria e quando uno lo legge fa pensare ad un manuale di botanica.
Certi autori ed editori dovrebbero vergognarsi.
Beh? Come sono andato?
venerdì, 27 giugno 2008
come promesso, un'esaustiva spiegazione del vero significato del precedente post
Colgo anche l'occasione per informarvi che il dibattito sui baby-scrittori si sta ampliando.
Io, per andare sul sicuro, stasera leggerò il libro di uno scrittore un pò più vecchio

giovedì, 26 giugno 2008
a papparmi una pizza.
Quindi, come al solito, lascio il blog nelle vostre capaci mani di commentatori.
Aggiungo solo che il 42 del post precedente era la rispota che Pensiero Profondo dà alla Domanda Fondamentale sulla Vita, sull'Universo e Tutto quanto.
Ma quale sia la Domanda nessuno se lo ricorda più.
p.s.: se qualcuno volesse sapere chi è Pensiero Profondo clicchi qui.
p.p.s.s.: il vero significato dello sproloquio di ieri ve lo spiego domani....sempre che sopravvivo alle abbondanti dosi di birra e grappa di stasera
mercoledì, 25 giugno 2008
un buon modo di trascorrere le notti estive è quello che sto mettendo in pratica in questo momento.
Sorseggiare una buona grappa mentre nel cielo appaiono le prime stelle ed una fresca brezza comincia a piegare le cime degli alberi.
E' piacevole anche avere a portata di mano qualcosa che ti permetta di essere connesso con la "grande rete", piacevole ma non indispensabile.
E mentre osservo la luce del sole che scompare dietro le colline mi torna in mente un paradosso che ho ritrovato tempo fa in un libro.
Quando ero bambino mi piaceva salire sul tetto di casa ed osservare il cielo stellato. A quei tempi c'era meno inquinamento luminoso e si vedevano molte più stelle. Non sono mai stato curioso di come si chiamassero od a che costellazioni appartenessero. Però riflettevo sul loro numero e mi chiedevo se fossero davvero infinite.
Facevo ragionamenti a volte un pò strani, in seguito avrei scoperto che si potevano definire assurdi, anzi, per meglio dire: "per assurdo".
Pensavo che se le stelle erano infinite il cielo avrebbe dovuto essere del tutto illuminato e se ciò non avveniva sarebbe stato interessante scoprire il perchè.
Naturalmente non avevo idea che ero incappato nel paradosso di Olbers, però alcune ricerche in biblioteca mi avevano permesso di scoprire la giusta risposta.
Mi divertiva però cercare soluzioni alternative ed immaginavo che la luce fosse riflessa od assorbita da qualcosa.
Ovviamente le mie risposte erano solenni fesserie.
Da allora sono passati parecchi anni e credo di aver capito una cosa:
E' inutile cercare risposte giuste, le abbiamo già tutte. Quello che non abbiamo sono le domande giuste.
Infatti non conosciamo La Domanda ma sappiamo qual'è La Risposta:
martedì, 24 giugno 2008
che dovrei fare un post per ringraziare chi mi ha dato alcuni premi, graditissimi e probabilmente immeritati.
Ma fa caldo e la mia pigrizia raggiunge ormai livelli di guardia. 
Comunque mi faccio un nodo al fazzoletto e quanto prima citerò e ringrazierò in un post: Naeel, Imp, ViolaDK, Tania, VioVyB, Thirrin, Mirtilla...non dimenticandomi di aggiungere al nome il link.
Naturalmente vi dirò anche che i loro blog meritano sicuramente una lettura ed un commento.
Ma fa caldo e quindi rimanderò.
Mi piacerebbe anche dirvi due parole su questo "grande evento letterario"
e spiegarvi che un libro deve proporci un eroe che sappia cosa vuol dire amare e/o odiare. Deve avere un protagonista che si lasci travolgere dalla furia e/o dal desiderio, che abbia molti dubbi e/o un'unica certezza. Il ritmo della narrazione dev'essere incalzante, deve farci desiderare di girare pagina, suscitare la nostra curiosità e renderci consapevoli dell'irreversibilità del tempo.
Il linguaggio dev'essere preciso, asciutto e "veloce"; una scrittura capace di indirizzare la nostra immaginazione senza imprigionarla.
Altrimenti il libro è noioso, scontato e privo di quel "quid" che permette alla nostra fantasia di spiegare le sue ali.
Ma fa caldo e quindi rimanderò
Per finire vorrei segnalarvi un bel libro di racconti
in particolare il racconto di Sandrone, uno dei più bei "corti" che io abbia letto.
Ma fa caldo e sarà per un'altra volta 
Ora mi sa che mi mangio un gelato.
Fa caldo e quest'ultima mi pare un'attività appropriata. 
venerdì, 20 giugno 2008
il mio cortile è quasi pronto, e mia moglie già sta riempiendo le aiuole di strani vegetali

Ed ora, visto che una frequentatrice di questo blog voleva vedere che tipo di cuscino usavano le

posto una foto di un sofisticato modello del suddetto