'sto libro
Dunque, cominciamo con una approfondita analisi del testo.
Prendiamo in esame la costruzione del periodo valutando e comparando l'incidenza di subordinate e coordinate. Naturalmente sia l'ipotassi che la paratassi dovranno essere considerate in relazione alla ricchezza lessicale del testo, onde permettere un'attenta disamina del logos. Questo per non instaurare a priori una preminenza interpretativa a favore dell' ethos. Dividiamo dunque il testo in sequenze lineari al fine di..........
Ahahahah
Non credevate mica che facevo sul serio eh? 
Ormai dovreste sapere che qui si "sproloquia", ciò vuol dire che si fa tutto "sul momento", con il minimo sforzo e "secondo come gira" al proprietario del blog...cioè me medesimo.
Per questa ragione partirò da una rece' già fatta da Mirtilla.
I miei avvocati mi hanno assicurato che, mancando qualsiasi disclaimer in merito ai diritti d'autore, il suo blog può essere tranquillamente scopiazzato...come il mio del resto.
Ok, cominciamo:
"Il secondo volume l'ho atteso molto e, stavolta, non posso affatto parlare di delusione. Non sarà il libro della vita, come ho avuto modo di dire anche in altre recensioni di altri libri, ma il Sigillo non lascia indifferenti. Vuoi per i molti temi trattati, vuoi per la freschezza stilistica, vuoi per l'intreccio accurato della trama..........Il Sigillo del Triadema è un libro molto più maturo e complesso "
Su questo sono d'accordo. Anch'io non sono rimasto deluso, anzi. Devo dire che il libro ha corrisposto in pieno alle mie aspettative, del resto ero certo che Francesco non mi avrebbe deluso
"L'dea che mi è piaciuta di più di tutto il libro è il concetto dell'Assenza, un'entità che va ben oltre il Bene e il Male e che sta sopra, e contemporaneamente oltre, tutte e due .........Altro punto di forza, a mio parere migliore rispetto al libro precedente, sono i dialoghi e la caratterizzazione dei personaggi. Lo stile è più maturo, meno semplicistico e anche meno referenziale"
Anche in questo caso quoto.
"C'è ancora qualcosa che nn mi convince del tutto, che mi fa esprimere soddisfazione ma non totale appagamento. Innanzi tutto la costante vena educativo-didascalica di tutto il libro."
Qui dissento. L'ethos non mi ha mai infastidito in un libro, però, come del resto dice anche Mirtilla, qui si tratta di gusti personali.
"Altra nota, che si accorda con la precedente, è lo stile a volte mooooolto cartoon, nella descrizione di alcune scene"
Qui invece concordo. Sempre di gusti personali si tratta, però avrei preferito meno "sbarluccichii".
"Ho avuto l'impressione che nel desiderio di dimostrare la sua crescita autoriale Falconi abbia smontato pezzo per pezzo quello che aveva ricostruito condendo il tutto con un finale davvero ad effetto che quasi stordisce."
In questo non ci vedo nulla di male.
Potrei concludere qui ma, per non sembrare troppo pigro, aggiungo un paio di considerazioni.
La prima è che credo Francesco se la cavi molto bene col fantastico, mi spingerei anche a dire che mi piacerebbe vederlo impegnato nel genere fantascientifico.
La seconda è che, per tutto il tempo in cui leggevo, ho avuto l'impressione che si fosse "trattenuto".
Come se avesse sempre un occhio al necessario pathos da inserire nella storia, ed un occhio al target di lettori a cui il libro si sarebbe rivolto.
Per dirla in parole semplici: penso che Francesco sia un autore che dà il meglio di sè quando il sangue scorre
Concludo dicendo che se dovessi assegnare al libro un voto sarebbe sicuramente un bel 8. E considerate che a Stroud dò un 8/9.
E dopo quest'ultima affermazione, che dimostra tutta la mia presunzione, aggiungo ancora una frase rubata a Mirtilla.
"Comunque sia, leggete e vedrete. Mai fidarsi solo dei commenti altrui, no?".
p.s.: speriamo che Mirtilla non mi denunci,,,non son mica troppo sicuro di quella cosa riguardo ai diritti d'autore
Dunque, cominciamo con una approfondita analisi del testo.Prendiamo in esame la costruzione del periodo valutando e comparando l'incidenza di subordinate e coordinate. Naturalmente sia l'ipotassi che la paratassi dovranno essere considerate in relazione alla ricchezza lessicale del testo, onde permettere un'attenta disamina del logos. Questo per non instaurare a priori una preminenza interpretativa a favore dell' ethos. Dividiamo dunque il testo in sequenze lineari al fine di..........
Ahahahah
Non credevate mica che facevo sul serio eh? 
Ormai dovreste sapere che qui si "sproloquia", ciò vuol dire che si fa tutto "sul momento", con il minimo sforzo e "secondo come gira" al proprietario del blog...cioè me medesimo.

Per questa ragione partirò da una rece' già fatta da Mirtilla.
I miei avvocati mi hanno assicurato che, mancando qualsiasi disclaimer in merito ai diritti d'autore, il suo blog può essere tranquillamente scopiazzato...come il mio del resto.

Ok, cominciamo:
"Il secondo volume l'ho atteso molto e, stavolta, non posso affatto parlare di delusione. Non sarà il libro della vita, come ho avuto modo di dire anche in altre recensioni di altri libri, ma il Sigillo non lascia indifferenti. Vuoi per i molti temi trattati, vuoi per la freschezza stilistica, vuoi per l'intreccio accurato della trama..........Il Sigillo del Triadema è un libro molto più maturo e complesso "
Su questo sono d'accordo. Anch'io non sono rimasto deluso, anzi. Devo dire che il libro ha corrisposto in pieno alle mie aspettative, del resto ero certo che Francesco non mi avrebbe deluso

"L'dea che mi è piaciuta di più di tutto il libro è il concetto dell'Assenza, un'entità che va ben oltre il Bene e il Male e che sta sopra, e contemporaneamente oltre, tutte e due .........Altro punto di forza, a mio parere migliore rispetto al libro precedente, sono i dialoghi e la caratterizzazione dei personaggi. Lo stile è più maturo, meno semplicistico e anche meno referenziale"
Anche in questo caso quoto.

"C'è ancora qualcosa che nn mi convince del tutto, che mi fa esprimere soddisfazione ma non totale appagamento. Innanzi tutto la costante vena educativo-didascalica di tutto il libro."
Qui dissento. L'ethos non mi ha mai infastidito in un libro, però, come del resto dice anche Mirtilla, qui si tratta di gusti personali.

"Altra nota, che si accorda con la precedente, è lo stile a volte mooooolto cartoon, nella descrizione di alcune scene"
Qui invece concordo. Sempre di gusti personali si tratta, però avrei preferito meno "sbarluccichii".

"Ho avuto l'impressione che nel desiderio di dimostrare la sua crescita autoriale Falconi abbia smontato pezzo per pezzo quello che aveva ricostruito condendo il tutto con un finale davvero ad effetto che quasi stordisce."
In questo non ci vedo nulla di male.

Potrei concludere qui ma, per non sembrare troppo pigro, aggiungo un paio di considerazioni.
La prima è che credo Francesco se la cavi molto bene col fantastico, mi spingerei anche a dire che mi piacerebbe vederlo impegnato nel genere fantascientifico.
La seconda è che, per tutto il tempo in cui leggevo, ho avuto l'impressione che si fosse "trattenuto".
Come se avesse sempre un occhio al necessario pathos da inserire nella storia, ed un occhio al target di lettori a cui il libro si sarebbe rivolto.
Per dirla in parole semplici: penso che Francesco sia un autore che dà il meglio di sè quando il sangue scorre

Concludo dicendo che se dovessi assegnare al libro un voto sarebbe sicuramente un bel 8. E considerate che a Stroud dò un 8/9.
E dopo quest'ultima affermazione, che dimostra tutta la mia presunzione, aggiungo ancora una frase rubata a Mirtilla.
"Comunque sia, leggete e vedrete. Mai fidarsi solo dei commenti altrui, no?".
p.s.: speriamo che Mirtilla non mi denunci,,,non son mica troppo sicuro di quella cosa riguardo ai diritti d'autore






