lunedì, 26 novembre 2007
Da:       xxxxo@libero.it
Oggetto:     Viaggi e draghi
Data:     04 agosto 2008 21:27:14 GMT+01:00
A:       valberici@iol.it

Ciao Val, alla fine siamo partiti, in piena notte, fortunatamente nessuno ci ha sentiti o forse non hanno ritenuto di doverci fermare. Prima di andarcene sono andato a trovare Francesca,  appena sono entrato ho visto che si era  alzata a sedere sul letto e stava tastando la stretta fasciatura che le avevano fatto attorno al torace. Appena si è accorta della mia presenza mi ha detto: "Ah, sei tu, vieni qui e dammi una mano che voglio alzarmi e riprendere le mie armi.". Io, preoccupato che non facesse sciocchezze, le ho consigliato: "Aspetta, chiediamo prima ad un guaritore se tu puoi camminare, hai ricevuto un brutto colpo, forse e meglio se riposi ancora.". Lei mi ha lanciato uno sguardo stizzito ma poi mi ha risposto con la solita voce tranquilla: "Ho solo un paio di costole rotte, ho avuto ferite peggiori in passato. Mi serve solo che mi porti le mie armi e i miei vestiti.".
Lo sai Val che quando una ragazza mi chiede qualcosa io non riesco a rifiutare, così le ho portato i vestiti e li ho appoggiati sul letto poi l'ho salutata e mi sono diretto verso la porta. Però lei mi ha richiamato: " Non andartene, mi serve il tuo aiuto per indossare la  cotta e affibbiarmi la spada sulla schiena.".
Allora io mi sono girato e, ecco, non so come dirtelo, ma lei si era alzata e indossava solo quella stramaledetta fasciatura. Per fortuna non si è accorta del colore della mia faccia o forse si, insomma l'ho aiutata a rivestirsi ed ad armarsi ma mi sa che mi tremavano un pò le mani e lei se ne è accorta. Infatti mi ha detto: " Un guerriero dovrebbe essere abituato alla promiscuità durante le campagne militari.".
Ma il peggio deve ancora venire, stavo porgendole i pantaloni quando si è aperta la porta e sono entrati Thirrin e quel pittore. La principessa ha sempre quella maledettissima abitudine che aveva da bambina, quella di entrare senza bussare. Insomma entra dicendo:"Ti ho portato un unguento per le ferite.", poi mi vede, si blocca ed esclama: "Ma che accidenti stai facendo!." e quello scemo di un artista si mette a ridacchiare. Val, mi ha colto alla sprovvista e così ho risposto di getto: "Non ti preoccupare zucchero, noi guerrieri siamo abituati alla promiscuità sui campi di battaglia.".
La mia risposta evidentemente non le è piaciuta perchè ha cominciato a gridare  cose del tipo che se io consideravo la camera da letto di una donna un campo di battaglia, allora mi avrebbe fatto vedere lei che cos'era una strage. Vabbè, alla fine Francesca le ha spiegato la situazione e lei si è un pochino rabbonita con me ma mi è parsa un pò incazzata con l'accolita.  Mi ha fatto uscire dalla stanza assieme al damerino dicendoci che si sarebbe occupata lei della vestizione. Appena fuori quel bel tomo mi ha detto, ridendo e dandomi una pacca sulle schiena: "Il campo di battaglia! Fantastico, dovrò raccontare questa storia a corte, diventerai famoso.". Se non fosse che dovevo partire e salvare Imp lo avrei ammazzato lì su due piedi, che rabbia.
Beh, avrai capito che ti ho raccontato questo fatto perchè tu, come sempre, parli con Thirrin e vedi se riesci a calmarla.
Ma torniamo alle cose importanti, nel cuore della notte sono passato ad avvisare Lyppa ed Alice, erano già pronte  con un paio di sacche a testa e una robusta daga al fianco. Tutte e due indossavano comodi abiti da cacciatore: casacca e  pantaloni di pelle, stivali ed un ampio mantello. Gli ho detto di aspettarmi dietro alle scuderie, intanto io avrei preso Imp e sarei sceso dalla scala che portava nelle cucine. Dopo che si sono allontanate sono andato fino alla camera del mio amico, cercando di muovermi il più possibile in silenzio, fortunatamente i corridoi del castello erano deserti a parte poche guardie preannunciate dalla luce delle loro torce. Non ci ho messo molto a raggiungerlo ed a caricarmelo sulle spalle dirigendomi poi verso la scala utilizzata dalla servitù. Sul carro che avevo preparato sul retro della stalla avevo già messo la mia cotta di maglia e le mie armi assieme al macbook, ora non mi restava che portarci anche Imp. Fino alla cucina era andato tutto bene, gli sguatteri dormivano accanto al camino ed io sono riuscito a raggiungere la porta che dava sul cortile senza che nessuno mi notasse. Appena fuori però una voce mi sussurra: "Salve giovane guerriero, sono venuta ad augurati buon viaggio ed a ringraziarti per l'aiuto sul campo di battaglia.". Aguzzando gli occhi vedo l'accolita appoggiata al muro poco lontano dalla porta, non so perchè ma ho avuto l'impressione che sorridesse anche se il suo volto era nascosto dall'oscurità. "Sei venuta per fermarmi?" le ho chiesto, non sapendo bene come comportarmi e temendo che il mio piano fosse già fallito. "Io son qui per proteggere, non certo per impedire che tu te ne vada,"mi ha risposto "sappi però che se in futuro farai qualcosa che possa mettere in pericolo il nero guerriero io ti ucciderò.". Volevo replicare ma lei si era già voltata ed era scomparsa nelle tenebre, non ti nascondo che mi sono un pò inquietato.
Comunque poi è filato tutto liscio, Lyppa ed Ali si sono sedute a cassetta del carro in cui avevo adagiato Imp, su un vecchio materasso, io ho scelto un cavallo da guerra ed assieme ci siamo diretti al portone.
Pensavo che avremmo avuto qualche rogna con le sentinelle ma quando ci hanno fermato Lyp ha semplicemente chiesto quale era la loro consegna. Le hanno detto che dovevano vigilare e fermare chiunque volesse nottetempo entrare, lei gli ha risposto che noi volevamo semplicemente uscire e quindi non vedeva dov'era il problema.
Fatto sta che il capoposto ci ha pensato un pò su, poi ha annuito e ci ha aperto i battenti quel tanto che ha permesso al carro, trainato da due cavalli, di passare.
Una volta fuori ci siamo diretti subito verso la foresta seguendo la strada, per noi era importante raggiungerla prima che facesse giorno, ci siamo fermati solo un momento perchè ho voluto infilarmi la cotta e armarmi con la spada e un' ascia, lo sai che mi piace essere pronto.
All'alba ci siamo inoltrati nella foresta e abbiamo percorso la strada fino al punto in cui si divideva davanti ad un'antica statua corrosa dal tempo, credo che una volta raffigurasse il dio della guerra Thiandir, ora mi sembrava solo un vecchio corroso dal tempo. Per la prima volta ci siamo parlati ed Ali si è detta sicura di conoscere la strada per le montagne, abbiamo dunque imboccato la via che ci indicava proseguendo attraverso la foresta che diventava sempre più fitta e silenziosa. Verso la metà della giornata ho visto un varco tra gli alberi, l'ho indicato alle ragazze che hanno subito diretto il carro tra gli alti tronchi fino a quando la strada è scomparsa dalla nostra vista. Ormai avevamo parecchia fame e ci è parso che quello fosse il posto giusto per nascondersi e mangiare un boccone, nel carro avevo messo diverse forme di pane, del prosciutto, una forma di formaggio, un sacco di mele e un barilotto   d'acqua. Era tutto quello che ero riuscito a sgraffignare in cucina senza mettere in allarme i servi, del resto il viaggio non sarebbe durato più di una settimana ed avevo portato anche un arco lungo per cacciare.
Abbiamo mangiato con gusto conversando tranquillamente, anche Lyp e Ali hanno più di qualche dubbio sui due "antichi", però pensano che comunque Ninna non vorrà farci del male. Io ho ribattuto che ormai al comando mi sembra che ci sia Aziel ma Lyp ha sorriso dicendo: "Non sottovalutare Ninna, forse non sarà una guerriera ma il suo potere è molto grande.". Speriamo che abbia ragione, io non sono molto convinto, ho l'impressione che se volesse il nero guerriero ci potrebbe eliminare tranquillamente. Ho detto loro anche dell'increscioso incidente con Thirrin ma le due sciagurate si son messe a ridere e Ali mi ha anche detto che un uomo che ha due donne è al sicuro come un francese che trasporta una cassa di nitroglicerina, insomma non han capito niente.
Dopo aver terminato il pasto ho tirato fuori il macbook , l'ho sistemato davanti a noi e l'ho acceso; eravamo tutti e tre curiosi di sapere cosa avrebbe detto Licia che è apparsa quasi immediatamente, senza dover cliccare su alcun filmato.
"Buongiorno ragazzi, vedo che non vi fidate di Ninna e Aziel, vi sbagliate, Ninna è per me come una  sorella ed Aziel è incatenato al suo destino. Sono comunque contenta che vi siate incamminati verso il monte Phate, è molto importante che Impero si risvegli e ricordi chi era un tempo. C'è molto potere in lui e potrebbe essere quello che farà pendere la bilancia dalla nostra parte. Adesso però devo preannunciarvi un paio di incontri che farete tra poco, non ti preoccupare Mech che non le incontrerai su un "campo di battaglia", eheheh".
A questo punto ho esclamato: "Cavolo ma questa non è una registrazione! Tu ci stai parlando da qualche luogo e usi il mac come un videotelefono. E comunque chi ti ha detto di Francesca ? In ogni caso non è che io stessi approfittando di lei, cioè, no, volevo dire della situazione....".
E mi sono impappinato, così lei ha continuato:
"Dai Mech, non te la prendere, lo sai che ti affiderei la mia stessa vita. Ed hai ragione riguardo al mac ma più che di luoghi dovresti parlare di dimensioni. Ma torniamo a noi, proseguendo attraverserete un villaggio abbandonato e li incontrerete due mie amiche che si uniranno a voi, anche loro devono raggiungere la guaritrice. Accampatevi pure vicino al vecchio tempio dedicato a Thiandir, prima di cena sarete raggiunti da una vecchia amica del conte Falconi, tu Mech dovrai cavalcarla ma prima dovrai convincerla a lasciartelo fare. Eheheheh, ma guarda come sei diventato rosso, non intendevo cavalcarla in "quel" senso anche se dovrai comunque farlo su un campo di battaglia.
Bene, per ora vi ho detto tutto, domani sera parleremo ancora. Au revoir bella gente."
Appena terminate le ultime parole il mac si è spento e io l'ho riposto nella sacca non dopo aver rivolto un paio di severe occhiate alle mie due compagne d'avventura,che stavano ridacchiando sotto i baffi.
Ci siamo riportati sulla strada e abbiamo ricominciato il viaggio, dopo un paio d'ore gli alberi hanno cominciato a diradarsi ed infine siamo usciti dalla foresta trovandoci di fronte ciò che un tempo era stato un grosso villaggio.
Le case erano in gran parte crollate e si scorgevano le tracce di un furioso incendio, tuttavia l'atmosfera non era minacciosa ma si percepiva solo un lontano rimpianto, quasi come se gli spiriti degli antichi abitanti fossero ormai in pace, Sicuramente in quel luogo doveva essere avvenuta una furiosa battaglia perchè qua e la si scorgevano vecchi pezzi di armature e antiche armi, evidentemente quel luogo abitato aveva avuto la sfortuna di trovarsi tra due opposte armate.
Dall'altra parte del paese abbiamo avvistato le vestigia del vecchio tempio e, accanto ad esso, un carro coperto da uno sgargiante e multicolore tendone. Mano a mano che ci avvicinavamo distinguevamo la sagoma di una donna che agitava le braccia per aria, giunti a pochi passi mi sono accorto che stava declamando un antico poema cavalleresco mimando le azioni dei protagonisti. Era vestita con un abito zingaresco e portava dei nastri colorati in mezzo ai lunghi capelli. Quando ha sentito i cavalli si è interrotta e si è voltata verso di noi con un sorriso, mi è subito piaciuta Val (astenersi dai commenti neh!), una bella ragazza dall' espressione sincera.
"Benvenuti", ha esordito,"vi stavamo aspettando. Io mi chiamo Hachiko, ovviamente è il mio nome d'arte in quanto sono una menestrello e cantastorie. Ed ecco che arriva la mia compagna d'avventura e di spettacolo: VioVyB.".
E più che arrivare avrebbe dovuto dire piombare o meglio capitombolare. Abbiamo  visto una specie di folletto piroettare e compiere una serie di salti mortali in rapida successione, finendo in equilibrio con un piede sulla sponda del nostro carro. Era poco più che una ragazzina, dallo sguardo sveglio, anche lei coi capelli intrecciati con fettucce multicolore. "Ciao, io sono VioVyB, giocoliere e saltimbanco, per sevirvi.".
Io stavo per rispondere quando è successo qualcosa di terribilmente spaventoso. Ad un tratto è scesa su di noi un ombra, come quando una nube oscura il sole, allora ho guardato in alto ed ho visto un gigantesco drago.
Ho creduto che fosse arrivata la mia ora, ho impugnato lo spadone gridando: "Correte nel tempio, io cercherò di trattenerlo!". Intanto il drago si è posato davanti a me ripiegando le grandi ali e allungando il possente collo, nonostante la paura ho ammirato il colore delle sue scaglie, un blu iridescente. Preso dalla furia del combattimento gli ho intimato. "Fatti avanti drago, io ti sfido!". Però con la coda dell'occhio mi sono accorto che nessuno era scappato e che VioVyB stava addirittura sorridendo. Ed in quel momento il drago mi ha parlato, con una profonda e roca voce femminile: "Intanto io sono una draghessa, come qualunque altro cavaliere avrebbe certo notato e poi abbassa quello spadone che qui, nonostante la presenza di noi ragazze, non siamo su un campo di battaglia. ", e giù una possente risata che mi ha fatto avvampare e rispondere: " Ma porca miseriaccia ma 'sta storia la sanno proprio tutti. ".
E li drago, cioè, voglio dire, la draghessa: "Beh, messer Fabrizio mi ha raccontato la storia e devo dire che mi ha divertita. Ma mi devo ancora presentare: io sono Naeel. Mi ha mandata da voi il conte Falconi e mi ha chiesto di scortarvi al monte Phate e sostenervi nella lotta contro Ila ed il suo malvagio drago. Hachi e Vio mi conoscono da tempo e vi confermeranno quanto ho detto.".
"Si, si, lei è proprio Naeel", ha interloquito vivacemente VioVyB, "la mia draghessa preferita. Ehi Naeel mi porti in alto? Dai su facciamo un giretto.". "Calma Vio" le ha detto Hachi" Naeel è stanca per il lungo volo e comunque ora dobbiamo parlare.".
Bene, mi stanno chiamando per cenare, ti scriverò il resto nella prossima mail. Certo è che certe cose potevate anche dirmele prima, vabbè.
Ciao Val, a risentirci.
postato da: Valberici alle ore 26/11/2007 22:45 | Permalink | commenti (20)
categoria:racconto
venerdì, 12 ottobre 2007
Da:       xxxxo@libero.it
Oggetto:     Duelli
Data:     03 agosto 2008 22:37:14 GMT+01:00
A:       valberici@iol.it

Val, sono sempre io, Mecha, pare che sia l'unico che abbia voglia di scriverti o, forse, che lo ritiene importante. Come già sai Licia ci ha detto di cercare i frammenti di pergamena e poi di farli riunire dal mio amico Impero. Io pensavo che ci saremmo subito recati dalla guaritrice ma Aziel e Ninna hanno deciso diversamente. Lui ormai ha preso il comando, è sempre cortese ma il tono della sua voce non ammette repliche, dà per scontato che gli si debba ubbidire e, in effetti, è quello che facciamo tutti, tranne Ninna. Quando li guardo conversare ho sempre più paura di loro, lo so che è stupido ma sono così diversi da noi: alti, belli, sempre sicuri di se.
Il sangue degli antichi scorre davvero copioso nelle loro vene, ma sto nuovamente divagando mentre vorrei raccontarti gli avvenimenti di questi giorni.
Ti sto scrivendo dal castello di Avilian, siamo ospiti del conte Falconi che, per inciso, ti manda i suoi saluti e  dice che sente la mancanza di quelle belle cene che facevate e dell'ottima carne di renna che tu cucinavi.
Aziel ha deciso che cercheremo i pezzi della pergamena e poi li porteremo da Valentina assieme ad Imp, pensa che così guadagneremo tempo e Ninna gli ha assicurato che Impero non corre il rischio di aggravarsi. Io però credo che lui in realtà voglia che riprendiamo le forze, ho sentito una sua conversazione con Ninna, parlavano di un drago a guardia del monte Phate e del suo cavaliere. Temo si tratti del doppelgänger  di Ila e capisco perchè tu mi abbia mandato con lei  quando ha accettato l'invito di Aziel nella sua nuova casa, temevi che lui vedendola si ricordasse della sua gemella e si risvegliasse anzitempo.
Uff perdo continuamente il filo, non sono molto bravo a raccontare .
Ora passiamo il tempo ad allenarci con le armi, il conte mi ha donato una splendida spada a due mani che credo sostituirà degnamente la mia vecchia ascia. Come sai non sono un raffinato spadaccino ma se mi si dà un'arma abbastanza pesante la mia parte di distruzione la posso compiere, dopotutto spaccare teste è sempre un tantino grossolano.
Ma adesso ti voglio parlare di Francesca,  di quello che ha fatto stamattina e di quello che credo sarà il suo destino.
Mi sono svegliato all'alba  ed ho pensato di recarmi nello spiazzo davanti alle stalle, dove i soldati del conte usano allenarsi, per prendere confidenza con il nuovo spadone. Appena arrivato mi son reso conto di non essere così mattiniero come credevo, c'erano già Aziel, Ninna, Francesca e, seduta sul bordo di un abbeveratoio, Lyppa. Sono rimasto sorpreso, Ninna indossava un paio di pantaloni di pelle e un giustacuore di cuoio senza maniche  e, fatto ancora più incredibile, duellava con Il suo fratello di sangue, che indossava pantaloni e casacca neri. Lei usava due sai e, ridendo, cercava di imprigionare la spada di Aziel o, in alternativa, di  infilzarlo con improvvisi affondi. Lui si difendeva con calma ma senza trattenersi, quasi aspettasse un varco nella difesa per un fulmineo attacco. Cosa che avvenne dopo qualche istante, mentre lei si sbilanciava affondando con la sinistra, lui, rapidissimo, con la punta della spada le tagliava una piccola ciocca di capelli. Ninna lo ha guardato un po' imbronciata ma poi è scoppiata  a ridere dicendo: "Non c'è dubbio che tra noi due il  guerriero sei sempre stato tu, anche se forse dovevi entrare nella corporazione dei barbieri.". Lui le ha fatto un inchino sorridendo e le ha risposto usando l'antica lingua:  "Ricordo ancora quando ero ragazzo e tu mi dicevi che al massimo sarei diventato un pigro e grasso scudiero.".
Lei stava per replicare quando un sibilo seguito da un tonfo ha attirato la nostra attenzione. Poco distante Francesca stava impugnando  un arco e scagliava frecce contro alcuni bersagli di paglia. Aziel ha scambiato uno sguardo d'intesa con Ninna e si è mosso verso l'accolita dicendole: "Piccolina, sei brava con l'arco ma per proteggermi devi sapere anche combattere".
Lei ha abbassato l'arco ed è rimasta in attesa, immobile.
Devi sapere Val che al castello avevo già cercato di fare conversazione con lei, mi incuriosisce, non avevo mai incontrato prima una seguace della nera dea.  Purtroppo però, pur essendo gentile, non mi ha molto incoraggiato, alle mie domande ha risposto con monosillabi scusandosi perchè non poteva distrarsi dal suo compito: proteggere il nero guerriero. Stamane non indossava la veste ma un lungo mantello con cappuccio  che celava la sua figura ma  lasciava intravedere il luccichio dell'acciaio. Aziel se ne era accorto perchè ha continuato  dicendo: " Se devi proteggermi mi pare che sia necessario che noi due ci conosciamo un po' meglio, magari potresti dirmi che armi preferisci usare.".
A queste parole lei  ha lasciato cadere il mantello, sotto indossava una cotta di maglia d'acciaio, stretta in vita da un cintura di cuoio da cui pendevano due corte daghe senza fodero. Due cinghie le passavano sulle spalle e sorreggevano una  spada lunga, con l'impugnatura che spuntava sopra la spalla sinistra, Ai piedi aveva bassi stivali in cui finivano un paio di pantaloni di spesso cuoio. E finalmente le ho visto il volto e mi è sembrata poco più che una bambina. Mi ha colpito la serenità del suo sguardo e la profondità dei suoi occhi scuri, dello stesso colore dei capelli, lunghi ma strettamente raccolti in una treccia.
"Hai parecchie armi piccina", le ha detto il guerriero, "resta da vedere come le sai usare. Potremmo scambiarci qualche colpo, così potrò saggiare le tue capacità". "Mio signore" è stata la risposta " non posso rischiare di farvi male. Ma è giusto che voi valutiate le mie capacità, anche se io so bene di essere a voi inferiore. Voi siete ben conosciuto al nostro santuario e si dice cha la stessa dea abbia avuto parole di apprezzamento per la vostra forza. Potremmo però combattere, se lo volete, usando queste spade di legno che gli armigeri usano per addestrarsi.". Aziel le ha sorriso: "Anche una spada di legno può essere mortale e dovrai comunque fare attenzione ai tuoi ed ai miei colpi.".
"Non temo per me", ha replicato Fran, " e spero di non arrecarvi alcun danno pur dimostrandovi che so proteggere. Facciamo una prova con questo giovane cavaliere",ed ha questo punto mi ha indicato," se voi riuscirete a toccarlo con la spada io mi dichiarerò sconfitta e la prova avrà fine.". Io volevo protestare perchè non mi sorrideva certo l'idea di ricever qualche robusta piattonata sul cranio ma il guerriero mi ha azzittito con un occhiata e ha detto: "D'accordo, senza esclusione di colpi e io userò tutta la mia forza". L'accolita a chinato il capo assentendo e ha cominciato a slacciarsi la cintura e le cinghie, poi ha dato le armi a Lyppa pregandola di tenerle e restituirgliele dopo lo scontro. Infine si è sfilata la cotta rimanendo con un consunto giubbotto di cuoio smanicato. Senza le armi mi è sembrata davvero poco più che una ragazzina, e ho cominciato a preoccuparmi per lei, così esile in confronto al nero guerriero. Poi le ho guardato le braccia e ho visto le cicatrici che solcavano muscoli ben definiti, allora,
e non mi vergogno a dirtelo Val, ho sentito una stretta al cuore . Tutte le storie sull' addestramento al santuario mi sono tornate alla mente,  e mi sono chiesto quanta sofferenza aveva dovuto sopportare quella ragazza e quanto terribile sia una dea che esige un simile sacrificio.
Intanto lei mi aveva afferrato un braccio e mi aveva fatto spostare al centro del cortile, sistemandosi davanti a me ed impugnando una spada di legno. "Quando volete mio signore" ha detto con voce tranquilla.
Aziel ha scelto con calma una spada, l'ha soppesata e, all' improvviso, si è lanciato sull'accolita con un impeto ed una ferocia tale che ho fatto istintivamente un passo indietro. Francesca ha parato con calma dicendomi: "Non muovetevi cavaliere, per favore.". Intanto lui l'attaccava usando tutta la sua forza ma con una scherma grossolana. Mi è sembrato che volesse saggiare la resistenza della ragazza. Lei si è limitata a deviare i colpi  toccando leggermente l'arma avversaria con movimenti rapidi ed eleganti, quasi stesse danzando. Aziel cercava di avvicinarsi per toccarmi  ma lei lo imprigionava in una ragnatela di colpi sfruttando lo slancio dell'avversario per indirizzarlo lontano da me.
Credo di essere rimasto a guardarla a bocca aperta come uno stupido, non avevo mai visto tanta maestria, Francesca pareva non fare nessuno sforzo utilizzando l'energia dell'avversario per spostarlo e condurlo dove lei voleva.
Ad un tratto, mentre deviava un affondo ha detto: "Mio signore voi mi fate torto a non impegnarvi ed a combattere come se foste uno stupido troll di montagna.". Aziel ha sorriso freddamente e le ha risposto. "D'accordo, vedremo fino a che livello ti hanno addestrata e sapremo se sei adatta al tuo compito". A questo punto il guerriero ha accorciato la distanza ed ha cominciato a sferrare una serie di colpi rapidi sfruttando anche il movimento di ritorno della spada. Come era già successo durante il duello con l'Annurko io non riuscivo quasi più a seguire  i colpi tanto erano rapidi.
 Ad un tratto lui ha fatto un affondo al fianco da sinistra e lei ha risposto con una parata di seconda da destra, hanno ruotato entrambi riprendendo le distanze e lui ha eseguito un invito di seconda seguito da un veloce affondo che è passato sotto la parata di quarta e l'ha colpita duramente al fianco. Credevo fosse finita lì ma mi sbagliavo, lei è indietreggiata  senza mostrare nessun segno del dolore che stava sicuramente provando, solo il respiro si era fatto più affrettato. Lui ha continuato l'attacco, veloce, sfruttando il momento e giungendomi vicino, tanto vicino da sferrarmi un fendente al volto che Francesca non è arrivata a fermare con la spada ma frapponendo l'avambraccio. Il colpo della lama di legno sulla sua pelle mi ha fatto rabbrividire, ho visto il suo braccio ricadere e la spada  puntare verso terra. Aziel le ha detto. "Hai combattuto bene, ora riponiamo le spade e poi andremo a rinfrescarci. " Lei lo ha guardato e con la sua voce tranquilla ha risposto: "Mio signore, il combattimento è finito se voi lo toccate e fin'ora non lo avete fatto" poi ha impugnato la spada con la sinistra. Io ha questo punto non ho resistito ed ho esclamato: "Basta, si farà ammazzare, lascia perdere Aziel è solo una ragazzina.". Ma il duello era già ricominciato e dopo pochi momenti Fran mi è finita addosso e siamo caduti a terra, mi sono rialzato ed ho visto il guerriero che aveva lasciato cadere la spada e si teneva una mano sulla gola. Sul momento non ho capito cosa fosse successo, ma la ragazza non si alzava e mi sono spaventato, mi sono avvicinato ma Aziel mi ha preceduto, si è chinato e si è rialzato tenendola tra le braccia. "Mecha", ha detto con una voce gracchiante," portala dentro al castello e tu Ninna prestale le tue cure, la ragazza ha dimostrato il suo valore e potrà adempiere al suo compito così come vuole il suo destino.". Ho preso Francesca in braccio e mi sono diretto verso il castello, povera ragazza pesava come un uccellino ed era pallida come un cencio. Lyppa mi ha seguito  ed io allora le ho chiesto che cos'era successo, lei mi ha risposto: "Gli ha lasciato un varco e quando si è spostato in avanti per colpirla con un affondo lei ha lasciato cadere l'arma e nello stesso momento in cui la spada la colpiva allo stomaco il suo pugno sinistro ha raggiunto Aziel alla gola. Se non avessero entrambi trattenuto la loro forza si sarebbero uccisi a vicenda. ".
Sul momento non ho riflettuto sul duello, volevo solo riportare Fran nella sua camera perchè la curassero. Mentre salivo le scale è rinvenuta, mi ha guardato ed  ha mormorato: "Per favore ridatemi le mie armi" . Io le ho chiesto: "Perchè lo hai fatto? Hai rischiato di farti ammazzare." ."Io proteggo", ha sussurrato " è il volere della dea. Per favore, le mie armi, senza di esse non posso proteggere, per favore." . Dopo queste poche parole è di nuovo svenuta, proprio mentre entravamo nella sua camera. L'ho deposta sul letto e poi sono uscito lasciandola con Ninna e Lyppa.
Senti Val, ora devo dirti alcune cose importanti.
Ci ho pensato su ed ho capito che quello che ho visto non era solo un duello ma una specie di prova generale che, purtroppo, Francesca ha superato. Credo  sia previsto che lei lo proteggerà da qualcuno o qualcosa che può essere fermato solo sacrificando la propria vita. Val, io questo non posso accettarlo e quindi ho deciso che stanotte me ne andrò dal castello. Metterò il mio amico Imp su un carro e andremo dalla guaritrice, porterei via anche Fran ma se lo facessi mi inseguirebbero sicuramente. Con me verranno anche Lypsak ed Alice, sono della mia stessa idea, noi pensiamo che i due "antichi" non seguano più il piano di Licia ma agiscano per conto loro.
Ti prego Val, in nome della nostra amicizia, non tradirci, perchè lo so che Ninna ti chiederà di noi. Mi porto dietro il mac e ti terrò comunque informato, se riusciamo ad evitare il drago ed Ila forse abbiamo una possibilità.
Ciao Val, auguraci buona fortuna.
postato da: Valberici alle ore 12/10/2007 19:26 | Permalink | commenti (20)
categoria:racconto
domenica, 23 settembre 2007
Da:       xxxxo@libero.it
Oggetto:     Incontri
Data:     29 luglio 2008 19:36:04 GMT+01:00
A:       valberici@iol.it

Ciao Val, sono Mecha, ti dico subito che la situazione si è un po' normalizzata, è giunta Ninna e anche Thirrin accompagnata da quel damerino che si dice pittore e da un'accolita della dea Namiel. Stiamo tutti un pochino meglio anche se Impo non ha ancora ripreso conoscenza. Il tuo amico ci ha salvati ma a che prezzo ? Ora lo vedo seduto fuori che parla con Ninna e ti dico subito che mi fa paura ciò che è diventato, anche gli altri non san bene come comportarsi con lui tranne Ninna, ma lei, come sai, è speciale, forse ha il suo stesso sangue, forse. Ma è meglio se ti racconto con ordine, dall'inizio.
Imp e Lyppa erano fuori, seduti su una panchina, che parlavano di non so che teoria musicale mentre io e Alice preparavamo la cena. Simpatica l' alchimista, mi ha parlato di una gita in Francia assieme ad una sua amica parigina, credo che il suo odio per i francesi non sia poi così grande come vuol far credere. Ma sto un po' divagando, adesso mi rimetto sul giusto sentiero e cerco di rimanerci.
Dunque, ad un tratto ho sentito dei rumori provenire dal bosco, mi sembrava che qualcuno corresse spezzando i rami al suo passaggio. Io e Alice siamo usciti, Lyppa aveva sguainato la daga,  Imp si è girato verso di me, pallidissimo: "Mecha prendi le armi sta arrivando un Annurko, Alice vattene via, subito !". Mi sono precipitato in casa, ho afferrato l'ascia e mi sono lanciato fuori proprio quando il nemico usciva dal bosco. Non avevo mai visto un Annurko, sapevo che sono guerrieri quasi imbattibili ma non ero preparato al terrore che che incutono. Alto, con le spalle possenti, il viso con tratti umani mischiati a quelli di un felino; indossava una nera cotta di maglia, senza maniche, le braccia ricoperte da una scura pelliccia, brandiva una lunga spada. In un attimo ci è addosso, Imp alza la mano iniziando un incantesimo ma viene abbattuto da un fendente laterale che lo scaglia lontano, esanime. Lyppa tenta di trafiggerlo  da dietro con la daga ma il mostro gira su se stesso, rapidissimo, e la colpisce con un manrovescio, lei cade abbandonando la lama. L'Annurko cerca di colpirmi ma riesco ad abbassarmi e a scivolare sotto la sua guardia, mi sposto a lato e lo centro al fianco con la bipenne, la lama si disintegra e le braccia mi si intorpidiscono, mi sembra di aver colpito una roccia. L'Annurko ride e mi assesta un affondo, lo paro a malapena col manico dell'ascia che si infrange, finisco a terra, mezzo tramortito e lo sento gridare: " Dove sei guerriero? Vieni da me prima che ammazzi tutti i tuoi cani da guardia, codardo.", la sua voce tonante mi fa rabbrividire.
Vedo Alice che cerca di soccorrere Lyppa, il mostro la afferra per i capelli e la solleva da terra ridendo. Sento uno schianto di vetri e vedo il tuo amico che si è lanciato  dalla finestra del piano superiore, rotola a terra e perde la spada. L'Annurko l'apostrofa: "Ah e questo sarebbe il grande guerriero ? Un inutile viaggio è stato il mio, bastava un qualunque umano ad ucciderti. Prendi la spada e vieni a morire. ".
Lui riesce a mettersi in piedi ed impugna la spada, attacca il mostro ma è lento, l'Annurko para i colpi con facilità continuando a tenere stretta l'Alchimista che grida e si divincola. Lyppa cerca di rialzarsi e, carponi, cerca la daga che gli è sfuggita. Il mostro colpisce il guerriero con una terribile piattonata facendolo cadere, poi lo prende a calci dicendo: "Non meriti la mia spada, ti ucciderò come un cane.", Alice allunga una mano e gli graffia gli occhi, lui urla di dolore e la scaraventa a terra e fa  per colpirla ma una specie di ringhio lo ferma. Il guerriero si è rialzato e qualcosa in lui è cambiato, la sua postura è diversa, ora è come se la spada facesse parte del suo corpo. Non ti so spiegare il perchè ma da  quel momento ho avuto paura di lui, più di quanta ne avessi per il servo dell'oscurità. Anche l'Annurko si è fatto più cauto ed i due sono rimasti immobili a guardarsi per un lungo momento. Poi il tuo amico ha parlato nell' antica lingua, io la conosco un poco e credo abbia detto: " Chi sei tu che osi attaccarmi? Tu che appartieni alla razza che fu mia schiava. ". Il suo aversario per un momento mi è parso impaurito ma si è subito lanciato all'attacco cercando di colpirlo con un affondo disperato. Ora devo dirti che non avevo mai visto un combattimento simile, si sono scambiati colpi rapidissimi che non sono quasi riuscito a vedere, ad un tratto si sono immobilizzati e il mostro ha guardato verso il basso, stupito di vedere la spada che gli affondava nel ventre. Il guerriero ha dato una crudele torsione alla lama, l'ha estratta  ed ha troncato il collo ed il grido di dolore dell'Annurko. Poi si è chinato a raccogliere la testa ferina e l'ha sollevata guardandola con distaccato interesse. A questo punto sono svenuto e mi sono risvegliato dentro casa mentre Alice, pesta e dolorante, ti scriveva.
Lypsak , che ha davvero un coraggio e una forza d'animo incredibile, nonostante avesse qualche costola rotta è riuscita ad arrivare ad Avilian ed ad avvisare Thirrin,  il conte Falconi le ha dato una scorta e lei è arrivata qui stamattina all'alba.
Sai com'è fatta, per prima cosa mi ha dato una bella strapazzata, del tipo: " Sei proprio una testa dura, un emerito imbecille. Ti cacci in un guaio, segui i consigli di quel pazzo di Valberici, manco mi avvisi, si vede che non vuoi il mio aiuto..." e così via in crescendo. Comunque alla fine, come sai, ha un gran cuore e mi vuole bene. Mi ha interrogato su cosa era successo e alla fine le è scappata anche una lacrimuccia, eh eh .
Come ti ho già detto con lei c'era quell'imbrattatele damerino, quel Fabrizio che nel nostro secolo si spaccia per un "fumettista" o quel che è. Ultimamente si fa sempre accompagnare da 'sto tipo, dice che è un grande artista, capirai.
Però ti voglio parlare della ragazza che era con loro, si chiama Francesca ed è una accolita del tempio della dea Namiel. Tu sai che le ragazze consacrate alla dea vengono allevate ed educate nel tempio dalle sacerdotesse. Si dice, anche se in realtà nessuno lo sa per certo, che fin dalla più tenera età siano istruite al combattimento ed all'uso delle armi, addestrate a sopportare la sofferenza ed a travalicare i limiti dell'umana resistenza. Lo scopo della loro esistenza è difendere, anche a costo della loro vita, la persona che la dea le affida. Pare che Francesca sia stata incaricata, dalla Gran Sacerdotessa in persona, di proteggere e servire il tuo amico guerriero, come se lui avesse bisogno di qualche protezione, mah. Per ora mi è sembrata una specie di suora, indossa una lunga veste color verde scuro con un cappuccio che porta sempre alzato a coprire la testa. Il volto è velato e si scorgono solo gli occhi, l'ho vista a cavallo e devo dire che aveva un bel portamento, mi sa che sotto quella palandrana si nasconde una bella rag

Val, sono Thirrin, non ascoltare 'sto scemo di Mecha, figurati se ti ho dato del pazzo. Il fatto è che 'sto bel tomo come vede una ragazza nuova si gioca gli ultimi neuroni rimasti. E mi sa che è pure un po' geloso di Fabrizio ma dopo facciamo i conti.
Senti, volevo dirti che vorrei capire cosa sta succedendo, quel tuo amico guerriero fa paura, ha uno sguardo che mi mette i brividi ed è anche un po' maleducato. Cioè, voglio dire, non è che manchi di rispetto, anzi è persino gentile ma lo è come un uomo nei confronti dei cani che ama, non so se mi spiego. E stamani è arrivata anche Ninna, accompagnata da quell' orso gigantesco, lo sai che ho sempre trovato un pochino inquietante anche lei, infatti pare che sia amica del guerriero. Uff, Mecha insiste per scriverti, lo lascio fare giusto perchè è ancora ferito, ciao Val, spero che tu sappia quello che fai.

Gesù Val, mi sa che ho fatto male a scrivere quei commenti sull'accolita, la principessa se ne è andata un tantino arrabbiata, vabbè, le passerà.
Senti, come ti abbiamo già detto è arrivata anche Ninna, grazie per averla avvisata. L'Orso l'accompagna, per ora rimane in forma animale, pare che così recuperi più in fretta e guarisca prima, l'ultimo scontro del resto l'ha quasi ucciso. E' arrivata anche lei a cavallo, uno stallone nero come la notte, ed appena ha visto il guerriero lo ha salutato nell'antica lingua, lo ha chiamato fratello, almeno così ho capito, e lo ha abbracciato dicendo che era felice che lui avesse finalmente ricordato chi era. Eppure quando io avevo lavorato con lui non mi ero mai accorto  di nulla, credevo che fosse impazzito dopo la lettura del libro, ma ora penso che si sia trattato dell'inizio del risveglio. Vorrei che tu mi dicessi qualcosa di più su di lui, mi spaventa davvero, ora porta la spada con noncuranza e Ninna gli ha portato due pugnali fatti con lo stesso metallo.
Prima l'ho visto parlare con l'accolita, all'inizio sembrava un pò adirato poi ha riso e mi è sembrato acconsentire, probabilmente le ha concesso di proteggerlo perchè ora lei lo segue sempre anche se in maniera discreta, la vedo che lo tiene d'occhio anche adesso mentre sta parlando con Ninna.
Bene, comincio ad essere stanco, non ho ancora del tutto recuperato ma Imp sta peggio di me, non si è ancora risvegliato nonostante le cure, dobbiamo assolutamente portarlo dalla guaritrice che ci ha suggerito Licia.
Ah, scusa, non ti ho ancora detto dell'ultimo video, forse ho ancora un po' di febbre che mi confonde, adesso ti dico e poi mi riposo.
Allora, poco dopo l'arrivo di Ninna abbiamo recuperato il macbook e, di comune accordo, abbiamo deciso di guardare l'ultimo video.
Abbiamo portato il mac nella stanza dove Imp giaceva svenuto e Ninna lo ha acceso e cliccato sul file. Appena Licia è apparsa ho notato che il guerriero ha avuto uno scatto rabbioso e Ninna gli ha messo una mano sul braccio calmandolo. Licia mi è sembrata tranquilla ma molto determinata.
"Benritrovati, soprattutto tu Aziel, lo scontro con l'Annurko dovrebbe averti fatto ricordare chi sei, ma dimentichiamoci delle nostra vecchia antipatia, te ne prego. Abbiamo un nemico comune da combattere, lo sai.
Ciao Ninna, tutto sembra procedere per il meglio vero? Però adesso viene la parte difficile. Ho nascosto 8 antichi frammenti di pergamena, sono nelle catacombe sotto al castello del conte Falconi ad Avilian. Quando li avrete trovati Imp li dovrà unire con la sua magia. Per questo è essenziale che sia risanato, la guaritrice che abita alle pendici del monte Phate può curarlo, si chiama Valentina, andate da lei ma state attenti lungo il cammino.  Ninna, ti prego, proteggili e tu, Aziel, non mi giudicare troppo male, ho fatto quel che dovevo, quello che il destino mi ha imposto.".

Ok, è giunto il momento di riposare, ti saluto Val, domani decideremo il da farsi, a risentirci.
postato da: Valberici alle ore 23/09/2007 00:24 | Permalink | commenti (21)
categoria:racconto
martedì, 28 agosto 2007
Da:       xxxxo@libero.it
Oggetto:     Alchimia
Data:     27 luglio 2008 18:56:08 GMT+01:00
A:       valberici@iol.it

Tutto sta cambiando, il tempo scorre velocemente all'indietro, la casa è diventata più giovane e la vallata si è popolata di animali selvatici, se non lo vedessi con i miei occhi non ci crederei.
Imp e Mecha erano arrivati su un carro trainato da due cavalli, lo ha usato Ninna per riportare a casa il suo sposo, ma prima abbiamo scaricato l'equipaggiamento che i miei due nuovi amici hanno portato. Chi ci ha attaccato non ha lasciato tracce, Ninna mi ha detto che ciò che appartiene ad un altro mondo invariabilmente è destinato a tornare, vivo o morto che sia, meglio così non mi sento ancora pronto per certi orrori.  Ah, dimenticavo, ora uso il macbook di Licia per scriverti, pare sia ormai l'unico mezzo per comunicare. La corrente elettrica è ormai scomparsa assieme all'acqua corrente ma il mac continua a funzionare, è l'unica cosa "moderna" che ancora possiamo usare.
Sembra che siamo stati catapultati nel basso medioevo o, forse, addirittura in una specie di universo parallelo. Prima di andare Ninna mi ha spiegato che ora l'unica strada che porta al presente è quella che passa davanti alla sua casa, però non ha saputo dirmi per quanto ancora riuscirà a tenerla aperta. Le altre strade nella foresta conducono ormai a luoghi che non appartengono al tuo mondo. Anche i nostri vecchi abiti non esistono più così come tutto quello che non faceva parte di questa epoca, fortuna che Mecha ci aveva pensato ed ha portato nuovi indumenti. Devo dire che questi abiti medievali mi han stupito per la loro comodità, ci ho messo un pò per capire come si indossano ma ora mi sento a mio agio. Per prima  cosa ho dovuto indossare una specie di boxer di tela, tenuti in vita da una cintura di tessuto, poi mi sono infilato una comoda camicia bianca, chiusa al collo con dei lacci. Invece dei pantaloni uso una specie di larga calzamaglia color ocra  e sopra alla camicia un farsetto verde, chiuso sul davanti da una serie di stringhe.
Mecha ha un abbigliamento simile al mio, invece Imp indossa un lungo saio, stretto in vita da una larga cintura di cuoio. Per Lyppa era disponibile una bella veste azzurra ma lei ha preferito un abbigliamento simile al mio, al posto della calzamaglia ha scelto un paio di pantaloni di cuoio al ginocchio. Ai piedi portiamo tutti morbidi stivali che arrivano a metà polpaccio.
Stamane ho preso un pò di confidenza con la mia "vecchia" spada, pare che mi appartenga da almeno un paio di secoli e che Ninna abbia assistito mentre veniva forgiata e forse non si sia limitata solo a guardare.
A prima vista non ha niente di strano, anzi non pare niente di speciale, una semplice lama dritta a doppio taglio, un' impugnatura a croce rivestita di cuoio consunto ed un pomolo rotondo. Quando l'ho presa in mano per la prima volta mi sono stupito di quanto fosse leggera, la sentivo quasi come un'estensione del  braccio, ho anche avuto una sensazione parecchio strana, mi sembrava quasi che la spada fosse a suo agio nella mia mano, felice.
Non mi sembrava particolarmente robusta e l'ho detto a Mecha che si è messo a ridere e mi ha chiesto di prestargliela per un momento. Siamo usciti fuori e, dopo averla sollevata a due mani sopra la testa, ha vibrato un colpo fortissimo sul bordo del pozzo. La lama ha spaccato di netto un paio di pietre e quando ho esaminato il taglio non ho notato la minima scalfittura, credo proprio sia un' ottima arma.
Visto che eravamo usciti Mecha mi ha proposto di scambiarci alcuni colpi, così per vedere se mi ricordavo ancora come si combatte. Sai Val penso di essermi sbagliato sul suo conto quando ti ho detto che era un tipo tremebondo, ho confuso la cautela con il  timore. Comunque è andato a prendere una bipenne e mi ha invitato a colpirlo. All'inizio sono stato piuttosto goffo ed impacciato ma, a poco a poco, ho cominciato a ricordare e a rispondere ai suoi colpi. Dopo poco eravamo ricoperti di sudore anche se combattevamo senza camicia e farsetto, le braccia cominciavano a farmi male e i colpi dell'ascia sembravano farmi vibrare le ossa. Una bipenne dovrebbe essere un'arma da singolo colpo decisivo ma Mecha la manovrava con una singolare agilità descrivendo archi eleganti ed incalzandomi con calma. Mentre combattevamo  Impero è uscito e si è seduto su una panca cominciando la lettura di una pergamena dalla quale, a tratti, alzava gli occhi per guardarci, un pò dubbioso. Dopo un violento assalto Mecha lo ha apostrofato dicendo: "Ehi Impo vieni un pò anche tu a scaldarti con noi, mica vorrai leggere quelle assurdità tutto il giorno!". Senza interrompere la lettura Imp gli ha risposto: "Non mi piace che mi chiami così, e comunque le armi e la forza son poca cosa rispetto ad una mente allenata. Non capisco come faccia Thirrin a sopportarti".  Detto questo ha fatto uno strano gesto con la sinistra e Mecha si è ritrovato in mano una grossa serpe che si è affrettato, con un grido, a gettare a terra dove si è ritrasformata in ascia. "Uff, come sei permaloso, è un abbreviativo affettuoso, eccheccavolo" ha esclamato il mio avversario, poi ha raccolto la bipenne e ridendo mi ha detto " Va bene può bastare, ora diamoci una rinfrescata e poi credo che sia ora di raggiungere Lyppa in casa, il macbook ci aspetta".
Con "rinfrescata" il pazzo intendeva lo svuotamento di un paio di secchiate di gelida acqua del pozzo, rispettivamente sulla mia e sulla sua testa. Completamente agghiacciato sono rientrato in casa e, dopo essermi asciugato, sono andato in biblioteca che, a dire il vero, ora assomiglia più allo studio di un alchimista con scaffali colmi di antichi testi e strani strumenti. Solo il tavolo non è mutato e sorregge ancora il macbook, assurdamente acronico e quasi surreale.  Come al solito ho cliccato sul video susseguente e Licia è apparsa, stavolta mi è sembrata un pò meno preoccupata quasi come se sapesse che ce l'eravamo cavata.
"Salve viaggiatori, se vedete questo video significa che siete sopravvissuti al primo scontro e ciò mi fa ben sperare. Sarò breve e vi dirò che dovete cercare l'Alchimista, ha qualcosa per voi. Tu Lyppa sai dove trovarla, prendete il libro con voi e partite appena potete, il tempo scorre veloce. Ah, dimenticavo, il libro è davanti a voi, vi saluto viaggiatori vi rivedrò assieme all'Alchimista se così piacerà agli dei."
A questo punto ci siamo guardati un pò sconcertati,  Imp si è alzato e si è avvicinato al mac, lo ha esaminato ben bene ed ha pronunciato alcune strane parole toccandolo con la mano destra. Al posto del notebook è apparso un libro dall'aspetto piuttosto malandato e Impero ha esclamato: "Avevo sentito parlare di questi incantesimi gemellanti ma non ne avevo mai vista uno!", poi ha aperto il libro sfogliandolo. "Beh, se volessi essere così gentile di dire anche a noi di che si tratta", lo ha apostrofato Mecha, "te ne saremmo grati". Imp, un pò infastidito, ha replicato: "Il libro è stato unito al mac con un incantesimo gemellante. Sono diventati una sola cosa ed è molto difficile capire la presenza dell'altro guardando quello visibile, un nascondiglio perfetto, se non era per il suggerimento di Licia avrei potuto cercarlo per anni.".
"Bene, ritrasformalo e prendiamolo con noi", ha interloquito Lyppa," ora non c'è tempo perchè tu lo decifri, dobbiamo andare a trovare la mia amica Alice. Prepariamoci e mettiamoci subito in cammino."
Dopo qualche protesta di Imp che era impaziente di scoprire i segreti dello scritto e di Mecha che aveva fame e non gradiva un panino mangiato durante il viaggio, ci siamo preparati alla partenza. Io e il mio compagno guerriero abbiamo cambiato la calzamaglia con un paio di brache di cuoio simili a quelle di Lyppa ed il farsetto ha lasciato il posto ad una casacca di pelle di daino. Impero ha ritrasformato il libro e lo ha messo in una bisaccia assieme ad una fiasca d'acqua e qualche panino. Lyppa si è messa a tracolla un flauto e si è appesa una daga alla cintura. Io mi sono allacciato una cintura di cuoio con a sinistra una daga e a destra un largo coltello da caccia, la spada l'ho appesa dietro alla schiena con un paio di corregge di cuoio, tenendola inclinata sopra la spalla destra. Mecha ha scelto un mezzostocco e si è appoggiato l'ascia su una spalla. Devo dire che i miei due amici avevano portato una vera armeria sul loro carro.
Dopo qualche ulteriore protesta di Mecha sulla scarsità di cibo e l'assicurazione di Lyppa che l'Alchimista non ci avrebbe fatto patire la fame, siamo partiti.
Chiudendo la porta mi sono chiesto se avremmo rivisto la casa, Impero è sembrato leggermi nel pensiero: "Non ti preoccupare, la casa ha le sue difese, è qui da molto tempo e dubito che qualcosa o qualcuno sprechi le sue forze per distruggerla, non è lei che vogliono ma noi.". Beh, non è stato molto incoraggiante ma ho apprezzato l'intenzione.
Ci siamo messi in cammino in fila indiana seguendo il sentiero che attraversava la valle a sinistra verso la foresta, Lyppa ci guidava con passo spedito e Mecha costituiva la retroguardia. Il sole era alto sull'orizzonte e faceva piuttosto caldo ma era piacevole camminare, ho allungato una mano a sfiorare l'erba ai lati della strada e mi son sentito quasi allegro, finalmente stavamo prendendo l'iniziativa.
Quando siamo entrati nella foresta ho notato che il sentiero era pulito e gli alberi non troppo fitti, lame di luce attraversavano i rami e illuminavano il sentiero creando un caleodoscopico chiaroscuro. Dopo circa un ora di cammino siamo entrati in una radura e ci siamo concessi una sosta bevendo un pò d'acqua e mangiando i panini seduti su un erba verde e soffice. Lyppa ne ha approfittato per parlarci dell'Alchimista: "Si chiama Alice e ci conosciamo da un pò di tempo, una gran brava ragazza, molto competente anche se si sottovaluta un pochino. Come noi viaggia tra epoche diverse ma è nata a Ginevra nel XX secolo, ora si dedica all'alchimia e ha scelto questa foresta per condurre in tranquillità i suoi esperimenti. Ah, devo avvisarvi che ha qualche piccola, come dire, mania: crede di essere toscana e odia i francesi. Penso sia la conseguenza di uno sfortunato esperimento di qualche anno fa, comunque noi non siamo francesi quindi non c'è da preoccuparsi."
Finiti i panini ci siam rimessi in marcia e dopo un altra oretta di cammino siamo giunti in un altra radura ed al cospetto di una casa a due piani con due grossi camini che eruttavano un denso fumo nero. Mentre ci avvicinavamo abbiamo sentito una forte esplosione e le finestre del piano inferire si sono spalancate di colpo con un fragore di vetri infranti, un attimo dopo si è spalancata la porta e ne è uscita una figura traballante avvolta da un denso fumo.
Ha fatto qualche passo verso di noi tossendo ed esclamando: "Maremma maiala, buhaioli di francesi disonesti, cochon, mi spacciano chissà che roba per salnitro 'sti impuniti". Guardando meglio e diradandosi il fumo ho visto una donna con una veste marrone e un grembiule bianco, annerito e bruciacchiato, la faccia sporca di fuliggine e i capelli irti sulla testa.
Ad un tratto ha smesso di imprecare, ci ha visti e sul suo viso si è allargato un gran sorriso: "Lyppa, son proprio contenta di vederti, che bella sorpresa!", le è corsa incontro e l'ha abbracciata baciandola sulle guance, impiastricciandola tutta di fuliggine. Poi si è fatta seria e ha aggiunto: "E voi chi siete? Mica siete francesi eh ?". Al che Mecha si è fatto avanti e sorridendo le ha detto: "Mia signora non si alteri, noi non siam certo dei franchi, si rassicuri e non tema che siam qui per cercar aiuto e non questione.". Lei è rimasta per un secondo immobile e poi è scoppiata a ridere dicendo. " Oh Lyppa che accidenti di trabogano mi hai portato? E senti come parla manco fossimo alla corte di re Artù, non sarà francese ma un pò toccato magari anche si".
Lyppa le ha risposto: " E' il fidanzato di Thirrin, forse non ha capito che sei anche tu una viaggiatrice.". "Maddai, il fidanzato della principessina", ha proferito l'Alchimista dando a Mecha un gran pugno sulla spalla, "mi pari un pò grullo ma simpatico. Ah, lo sai che Thirrin è ospite del conte della città di Avilian, praticamente a due passi da qui. Magari le si fa una visitina neh? Oh Lyppa e quegli altri due chi sono? Quello alto con gli occhi azzurri mi parrebbe un guerriero, con tutta la ferraglia che si porta addosso, e l'altro chi è, un religioso ?". Impero, un pò sulle sue, ha fatto le presentazioni: "Signora, io sono uno studioso delle arti antiche e i miei due compagni sono guerrieri di valore ma lei, se mi consente, come si chiama?". "Oh, già", ha esclamato lei," non mi son nemmeno presentata. Gli è che è un periodo che son sola in 'sta foresta e non son più abituata alla gente. Mi chiamo Alice e nel XX sono una ricercatrice laureata in chimica ma qui sono e mi chiamano Alchimista. Ma di un pò tu, "occhi azzurri", ma come te la sei fatta codesta cicatrice sulla faccia e 'sti capelli neri non è meglio che te li raccogli un pochino, così mi sembrano una criniera. Ah per caso ti piace la musica reggae?"
Sotto il fuoco di fila delle sue domande mi sono un pochettino perso ma le ho risposto: "Beh non mi ricordo molto del mio passato, comunque mi pare che la musica reggae non mi sia mai piaciuta.". Al che lei ha detto: " Non sai che ti perdi, è musica troppo forte, vabbè l'importante è che non sei francese per il resto chi può dire di essere perfetto" e mi ha mollato una pacca sulla schiena aggiungendo:"Oh gente ma venite in casa, c'è un pò di disordine al momento che mi è saltato l'athanor ovvero il forno, che 'sti buhaioli di mercanti francesi mi vendono certa roba. Ma ho una birra che vi rimetterà in sesto, venite, venite, Lyppa falli muovere.". Si è diretta in casa a grandi passi e noi l'abbiamo seguita, dentro ristagnava ancora un pò di fumo che usciva pigramente da una porta in fondo alla stanza d'ingresso. C'erano strani alambicchi dappertutto, alcuni gorgogliavano allegramente ed alcuni gocciolavano strani liquidi. Impero si è subito messo a curiosare mentre io e Mecha ci siamo messi ad attendere speranzosi la promessa birra. Alice è entrata nella stanza fumante e da lì ci ha gridato: "La birra è nel secondo alambicco sul tavolo di sinistra, servitevi pure che io devo arieggiare un pò 'sta stanza, maremma che casino, oh i boccali sono sullo scaffale. ". Sinceramente non ho capito cosa volesse fare per cambiar aria visto che le finestre erano scardinate, comunque io e Mecha ci siam versati una generosa dose di birra e l'abbiamo tracannata o, perlomeno, ci abbiamo provato visto che aveva un gusto orribile. Abbiamo cominciato a sputacchiare e la voce di Alice ci ha raggiunti. " Ah scusate, volevo dire il tavolo di destra, su quello di sinistra sto esaminando dell'orina di cavallo per conto di un villico che teme glielo avvelenino." Sentito questo abbiamo sputacchiato con rinnovato vigore mentre Lyppa si piegava in due dalle risate e le spalle di Imp sussultavano mentre si girava per  esaminare una serpentina.
Appena ci siamo ripresi ci siam versati in nuovi boccali la nuova bevanda, l'abbiamo assaggiata con cautela e poi bevuta con soddisfazione.
Beh, per farla breve abbiamo deciso di fermarci qui per la notte, sopra ci sono un paio di stanze per gli ospiti e dopo cena dovremo parlare a lungo, non ti nascondo che Alice mi è simpatica e scommetto che sotto la fuliggine c'è una graziosa ragazza, ora è uscita per attingere l'acqua e quando si sarà data una risistemata ti saprò dire. Quando Impero ha tirato fuori il mac da cui sto scrivendo lo ha riconosciuto, quindi penso che cono
 

Val, sono Alice, è successo un casino terribile, ti scrivo io perchè il tuo amico Mecha credo abbia le braccia rotte, ci hanno mandato un Annurko, non ci posso credere. Ma chi è il tuo amico? Alla fine l'ha ucciso, non credevo che un umano potesse. Mecha mi dice che appena potrà ti descriverà cosa è successo, adesso dice se puoi avvisare Ninna e dirle che abbiamo bisogno di aiuto. Impero è gravemente ferito e il tuo amico è ancora svenuto, non so come faccia ad essere vivo. Lyp è andata ad Avilian, le ho fasciato le ferite, cercherà di avvisare Thirrin. Contatta Ninna e dille che siamo nei guai.
postato da: Valberici alle ore 28/08/2007 17:47 | Permalink | commenti (23)
categoria:racconto
mercoledì, 22 agosto 2007
Da:       xxxxo@libero.it
Oggetto:     Primo attacco
Data:     25 luglio 2008 1:39:49 GMT+01:00
A:       valberici@iol.it

E' venuta lei, è arrivata verso mezzogiorno in bici e non era sola. Con lei c'era una bimba, sua figlia, Rebecca. Uno sguardo intenso, come la madre, ma venato da una sottile ironia, mi ha guardato e mi ha sorriso, divertita.
Ninna invece non ha perso tempo, ha dato un abbraccio veloce a Lyppa e mi ha salutato con un squillante: "Ciao guerriero!",  è entrata in casa e si è diretta in biblioteca seguita dalla figlia. Oggi indossava jeans e una felpa leggera, scarpe Nike, i capelli raccolti in una coda, quasi una tenuta di battaglia. La figlia aveva un vestitino azzurro e scarpine rosa. Non so perchè ti descrivo il loro abbigliamento ma ho la sensazione che nulla in loro sia casuale e anche il piccolo dettaglio acquisisca importanza, sia decisivo.
L'ho sentita chiamare: "Vieni, anche tu Lyppa, il tempo si accorcia e dobbiamo affrettarci lungo la nostra strada.". Ci siamo accomodati davanti al tavolo e Rebecca ha indicato l'orso intagliato sorridendo e guardando la madre. "Si, è lui", le ha detto Ninna, "tanto tempo fa, quando la paura degli uomini ci minacciava questo guerriero ci soccorse ma ora non se ne ricorda e qualcuno non vuole che lo faccia. Ma noi non lo permetteremo." Dicendo l'ultima frase mi ha guardato ed io, ancora una volta, ho sentito qualcosa affiorare nella mia mente, anche se solo un' ombra fugace. Come ti ho detto non prendo più i farmaci ed ora molte cose mi sono chiare, soprattutto dopo il primo scontro, ma voglio procedere con ordine.
Ho aperto il macbook e avviato il secondo video. Licia era ancora lì, spaventata e allo stesso tempo risoluta, sembrava ci abbracciasse tutti con lo sguardo. Ninna ha sorriso con affetto e sua figlia si è fatta attenta sedendo sulle sue ginocchia.
 Il messaggio era questo: " Le cose stanno andando verso il peggio e tu Ninna lo sapevi e se hai saputo prevedere questo spero che tu abbia ragione anche su ciò che mi può salvare. Oggi pensavo alla mia adolescenza, quando la mia vita sembrava concentrarsi nel dolce calore dell'estate, quando ogni giorno segnava un cambiamento e la speranza era qualcosa di scontato. Adesso invece tutto sembra precipitare in un vortice oscuro. E' iniziato tutto durante quella crociera, mi era sembrato un bel vestito ma ora so che non avrei dovuto comprarlo, è stato l'inizio di tutto questo. Le prime volte lo indossavo con piacere, mi sembrava di essere un'altra persona, in un altro tempo, felice. Poi sono iniziati i sogni, all'inizio erano affascinanti, vivevo in un epoca diversa, ero una principessa e lui era innamorato di me. Ma una notte ho trovato il libro, in una stanza in cima alla torre, maledetto il giorno in cui sono salita. Era il libro perduto di cui gli antichi saggi parlavano con timore, che speravano distrutto ed io, nella mia follia, lo lessi. Ah Ninna che cosa ho fatto, quanto dolore ho causato ed ora anche in questo tempo il suo potere si serve di me. Ma poi Val mi ha detto che un'altra persona l'aveva letto e che il mio destino era legato al suo ed immagina la sorpresa quando ho saputo chi era. Ma ora veniamo alle cose da fare: dovete prepararvi alla battaglia, io so che vi attaccheranno presto. Vogliono il libro che è nella casa, l'ho nascosto meglio che potevo, ho intessuto parole di potere che lo celassero ai loro sensi, ma presto lo percepiranno. Impero ha la chiave per decifrarlo, andate da lui. Ora vi lascio, se ci rivedremo avrete già superato il primo scontro, pregherò che gli dei vi soccorrano.".
Dopo le ultime parole siamo rimasti pensosamente in silenzio ma, ad un tratto, Ninna si è alzata e ha esclamato: " Stanno arrivando, prima di quanto pensassi, cercherò di proteggervi. ". Dopo si è messa a cantare in una lingua a me familiare, un canto aspro e pieno di potere. Nella stanza la luce si è smorzata, ho visto Lyppa sbiancare e Rebecca si è avvicinata alla madre tenendole una mano. Improvvisamente Ninna mi è sembrata quasi crescere in statura, il suo sguardo si era fatto duro, spietato ed i capelli si eran sciolti e si muovevano come se fossero sferzati dal vento. Appena il suo canto  è terminato abbiamo sentito un profondo ruggito ed ho visto l'angoscia apparire nei suoi occhi. "Ah mio sposo, non posso aiutarti", l'ho sentita mormorare, " che gli dei ci proteggano." Da fuori è cominciata a giungere una cacofonia di suoni inframmezzata da ruggiti ed orribili strida, sembrava ci fosse uno scontro mortale tra inimmaginabili creature. Lyppa mi ha guardato, spaventata a morte, ma con abbastanza forza da dire: " Usciamo, dobbiamo aiutare il compagno di Ninna". Devo ammettere che anch'io avevo il respiro mozzato dalla paura ma mi sono alzato, con le gambe che mi parevano piene di segatura, e ho accennato a seguirla. Ninna però ci ha fermati: "Non andate, è quello che vogliono, tu guerriero sei ancora debole, saresti sconfitto e tutti noi saremmo perduti.". Io e Lyppa l'abbiamo guardata abbracciare Rebecca e sussurrarle con voce rotta dall'emozione: "Figlia mia tuo padre è forte, preghiamo gli dei".
Poi son successe molte cose, all'improvviso. Ho sentito nitrire dei cavalli e una voce stentorea che gridava parole di potere, seguite da un rombo profondo e da uno schianto. Le strida si son fatte più forti e la voce ha gridato: "Mecha prendi la spada! Io cercherò di rallentarli! Aiuta l'orso! Ah, maledetti sono in molti!". Ancora urla, concitate: "Impo sono troppi non ce la faccio! Dietro di te orso ! Mecha devi tagliargli la....", boati e schianti, quasi si fosse scatenato un temporale, e le strida si son fatte più acute, quasi un lamento. Ad un tratto il silenzio. Abbiamo sentito aprire la porta e poi li abbiamo visti entrare in biblioteca. Davanti il tuo amico Mecha, sporco di sangue e di uno strano icore verde, nella destra una spada anch'essa imbrattata, con il braccio sinistro sorreggeva un uomo, ferito. Dietro veniva Impero, indossava un saio bruciacchiato e in mano teneva un libro antico, mi ha guardato, ha sorriso e mi ha porto il libro dicendo: "Consegna a domicilio, da parte del nostro amico Val". Intanto Rebecca e sua madre sostenevano il ferito che diceva loro: " Mie amate ho avuto paura di perdervi" e Ninna piangeva e lo baciava.
Capirai che mi sono sentito un pò frastornato anche se dopo ho capito che sei stato tu a dire ad Impero che avevamo bisogno di aiuto ed a mandare Mecha con le mie armi. Ho capito anche altre cose ed ora guardo l'orso e Ninna abbracciati e so chi sono, e so che splendida creatura sarà la loro figlia. La lotta è iniziata ed il primo scontro è a nostro favore, domani vedremo il terzo video e io leggerò il libro. Adesso anche Mecha ti vuol scrivere qualcosa, io ti saluto Val e che colui che serviamo ti protegga.


Ciao Val, siamo arrivati appena in tempo, stavano per sopraffare l'orso, è ferito gravemente ma se la caverà, Ninna lo sta già curando, eh vorrei anch'io che ci fosse qualcuna che mi cura così.
Gli ho dato le armi, la spada è fantastica, leggera e piena di forza, peccato non sia stata forgiata per me, mi stavo già affezionando. Impo è una forza, ne ha inceneriti un paio e se tanto mi da tanto tra lui e Ninna potranno allestire un crematorio. Ora che la lotta è iniziata mi sento meglio, dimmi tu quando potremo incrementare i suoi ricordi, tra noi è il guerriero più forte, tranne forse Ninna, ed è un peccato tenerlo in panchina ma tu sai cosa c'è da fare.
Ok, per ora vittoria, domani si vedrà, ciao.
Ah, dimenticavo, la valle sta già regredendo, le auto non si possono più usare, siamo arrivati a cavallo, menomale che Impo ne aveva un paio a portata o sei stato tu a dirgli di tenerli pronti ?
postato da: Valberici alle ore 22/08/2007 17:11 | Permalink | commenti (22)
categoria:racconto
sabato, 28 luglio 2007
Da:       xxxxo@libero.it
Oggetto:     Primo video
Data:     23 luglio 2008 1:39:49 GMT+01:00
A:       valberici@iol.it

Mi stai nascondendo qualcosa, vero Val ? Mi dici di conoscere anche il venditore di fumetti e di prendere il libro che mi darà. Perchè non me lo dici di che libro si tratta ? Perchè non mi hai detto prima che sarebbe venuta Lypsak, conosci anche lei vero ? L' hai mandata per proteggermi, lo capisco, ma non capisco da cosa. E Ninna chi è? Mi dici di credere a ciò che mi dirà ma perchè dovrei fidarmi?
Lo so che tu hai le risposte ma anche io ho qualcosa da dirti, ho visto il primo video.
Non volevo spedirti questa mail, volevo andarmene ma Lyppa mi ha trattenuto. Ha detto che ormai il tempo è diventato irreversibile e le sfere si congiungono, ha detto che tu non puoi preavvertirmi per non influenzare il mio destino e la mia ricerca. Maledetto tu non sai, tu non hai letto quel libro tu tu non hai visto quello che io io io.
Scusa, mi devo calmare, Lypsak ha ragione, ora sta suonando e mi sento meglio, non sento più quei rumori in giardino.
Volevo cancellare quanto ti avevo scritto sopra ma, sebbene a me sembrasse un delirio, lei mi ha detto che ora è saggio non ripercorrere il passato e cambiare il nostro agire. Bene, ti parlerò del video, so che non vuoi che te lo mandi e credo di capire perchè.
Ieri notte ho sentito dei rumori, un mormorio e poi una voce mi ha chiamato, aveva qualcosa di sgradevole, gorgogliante, ma ho sentito distintamente il mio nome. Ho avuto paura, mi è parso di ricordare, poi il sax ha cominciato il suo lamento e mi è sembrato che qualcuno o qualcosa si ritraesse, mi sono calmato e dopo un pò mi sono assopito.
Scusa, sto nuovamente perdendo il filo del discorso, il video, l'abbiamo visto appena svegli, dopo il caffè.
Ho cliccato sul primo, almeno così indicava la data. E' apparsa una giovane donna, capelli corti, un viso espressivo, occhiali, occhi scuri, sembrava quasi mi stesse vedendo. Lyppa dietro di me ha sussurrato: "E' lei", lo ha detto quasi sospirando. Ora cercherò di riportarti quanto ha detto, non molto, e l'audio era un pò disturbato, a tratti coperto dagli ululati del vento, credo l'avesse registrato a notte fonda.

" Mi chiamo Licia, lascio questi video per colui che verrà. Ora mancano pochi giorni alla fine ma non mi sento ancora sconfitta, no. Ho ancora una possibilità e voglio crederci fino in fondo. Credevo che la mia vita fosse logica, razionale, mi sono sbagliata. E forse va anche bene così. Quando ho visto questa casa l'ho amata subito. Ho sentito dentro di me un'affinità, qualcosa che non era razionale ma istintivo.
Sono venuta qui su consiglio della mia amica Ninna. Mi rendo conto ora che lei sapeva ma credo che abbia comunque fatto ciò che credeva meglio per me. Tu che ora mi ascolti avrai già capito che questa casa è molto più di quello che ti è sembrata. Ascoltami attentamente, per nessun motivo devi uscire dopo il tramonto. Qualunque rumore tu senta, qualunque richiamo, tu non uscire. Ti perderesti e non so se avresti la forza di ritrovare la via del ritorno.
Val mi ha detto che mi potrai aiutare. Io ho fiducia in quel che mi dice anche se a volte è difficile non provar paura. Ti chiedo anche di vedere i video in ordine cronologico e solo uno ogni giorno. Ho fatto una scelta e non me ne pento ma ora la mia salvezza dipende da te e dai miei amici. Ho paura, se una cosa la capisci la prevedi, la possiedi, in un certo senso. L'ignoto, di qualsiasi tipo, ci atterrisce. Perchè non sai da che parte viene.
Per oggi basta, ora reciterò l' invocazione col nodo ascendente e l'orrore sarà tenuto a bada, per stanotte. Ti prego ancora di non uscire e di ascoltare ciò che ti dirà la mia amica Ninna. Tu hai letto il libro e capirai ciò che ti dirà. Ti saluto viaggiatore."

Sai Val quando ho visto la ragazza mi è parso di averla già conosciuta, è carina anche se si capisce che è stravolta dalla paura, Non so come potrò aiutarla ma farò tutto quello che sarà in mio potere. Credo che ormai siamo legati da un comune destino ma non so dove ci condurrà. Domani guarderò il prossimo video, lo farò in compagnia di Ninna. Ho deciso di portare il mac a casa sua, sento che è la cosa giusta da fare. Lypsak mi accompagnerà e quindi dovrei esser al sicuro, vero ?
Non sono più arrabbiato con te Val, gli dei dopotutto non ci concedono il libero arbitrio ma forse noi uomini possiamo fare in modo che anche ad essi sia negato. Mi stanno tornando in mente alcune cose del nostro passato, percepisco in me una forza, una conoscenza, non tutto è dimenticato. Lypsak ora sta suonando e anche la sua musica mi è ormai famigliare, so dove la si suonava in un passato ormai lontano, so qual' è il suo potere. Non prenderò più le medicine, credo sia la cosa giusta da fare, andrò  anche da Impero e mi farò dare  il libro.
Spero di poter dormire serenamente ma temo che non sarà così,  forse stanotte il richiamo sarà più forte, più suadente, loro mi vogliono non è vero ? Ti chiedo ancora scusa per aver perso la testa, non si ripeterà, so che devo essere forte. Ora ti lascio, Lypsak ti vuol comunicare qualcosa, le lascio la tastiera, un abbraccio fratello.

Val, qui è come tu mi hai detto, percepisco la forza degli antichi e le linee di potere sono molto nette. Ho visto il primo video, Licia era spaventata ma si controllava bene, è una ragazza con una grande forza d'animo. Quanto tempo pensi che ci vorrà perchè lui ricordi tutto ? Io non so per quanto posso tener lontano le creature della notte, spero Ninna possa darmi una mano, so che quando non c'ero ha mandato il suo sposo per difendere la casa. Tu ti fidi di lei e lo farò anch'io ma ricordati che non è del tutto umana, forse scorre troppo sangue antico nelle sue vene. Alla fine non so a chi andrà la sua lealtà. Mi hai anche chiesto di dirti se percepivo il dio del bosco sacro, ti rispondo che per ora non sento la sua presenza però ti ricordo che : "Non è morto ciò che in eterno può attendere, E col volgere di strani eoni, anche la morte può morire". Forse non è saggio risvegliare cose ormai perdute e dimenticate.
Ancora una cosa: di a Mecha di tenersi pronto e, quando verrà, di portare le armi, lui ne avrà bisogno presto. Ok, ti mando la mail e dopo cancellerò quanto ho scritto, so che tu vuoi che lui recuperi da solo i suoi ricordi.
Ciao, Lyppa

postato da: Valberici alle ore 28/07/2007 02:32 | Permalink | commenti (17)
categoria:racconto
martedì, 24 luglio 2007
Da:       xxxxo@libero.it
Oggetto:     Sogni
Data:     21 luglio 2008 1:51:49 GMT+01:00
A:       valberici@iol.it

Val, non sapevo che tu conoscessi la mia vicina, del resto non ricordo bene alcune cose del passato e può darsi che tu me lo abbia detto e io lo abbia scordato. Si continuo a prendere le mie medicine anche se penso che non ne ho più molto bisogno, credo che a volte mi confondano un pò le idee, comunque seguirò i tuoi consigli e quelli dei dottori. Ora so che vorresti sapere quello che ci siamo detti io e la tua affascinante amica, ma mi accorgo che mi sfuggono alcune  parti della conversazione, è come in quei sogni dove tutto sembra al rallentatore ed al risveglio ne rimane solo uno sbiadito ricordo. Ricordo che parlammo un pò della foresta e dopo mi sembra che l'argomento fu la scrittrice scomparsa, mi ha detto che era una sua amica e che sperava io la ritrovassi. Non rammento altro se non qualche confuso cenno a degli antichi o forse a delle cose antiche, non so, però quando sono tornato alla  casa ho scoperto che mi aveva lasciato un messaggio. Su un foglio di carta mi aveva scritto: "Nihal251180", per me è stata una sorpresa scoprire a cosa servivano quei numeri e quelle lettere. Voglio dirti anche un'altra cosa: da ieri faccio strani sogni. Mi sembra di tornare indietro nel tempo, la foresta ricopre anche la vallata tranne un cerchio dove adesso sorge la casa. Io sono nel cerchio e chiedo l'aiuto di una divinità o forse di qualcos'altro, qualcosa che ha un debito con me perchè ho salvato una belva, ad un tratto sento dietro di me un respiro profondo, animalesco e mi risveglio, spaventato.
Indulgo troppo nei piaceri della cucina locale vero ? Ma in futuro qualcuno anzi qualcuna mi aiuterà a consumare il contenuto della mia dispensa visto che ospiterò una musicista per un paio di settimane.
Ieri sono andato in paese e l'ho incontrata sotto il grande porticato in mezzo alla piazza principale. Stava suonando un sax soprano, una strana musica, una torsione melodica che sembrava snaturare il timbro dello strumento e trasformarlo nella voce di una.... Ma sto di nuovo divagando, per farla breve mi sono avvicinato per darle qualche euro, credevo fosse una suonatrice ambulante. Il gesto mi è morto sul nascere dopo lo sguardo che mi ha rivolto la suonatrice, del tipo: ecco un'altro idiota che non capisce nulla se non quando glielo spiegano.
Oh, insomma, l'ho trovata simpaticamente irritante e le ho chiesto come si chiamava e cosa suonava. Mi ha squadrato ben bene per più di un minuto e alla fine mi ha chiesto dove abitavo, io le ho detto della mia nuova casa e lei mi ha ancora guardato negli occhi per un attimo. Ha riposto il suo sax in una custodia a tracolla, ha preso uno zaino da una panchina vicina e finalmente mi ha detto: "Ah, sei quello che abita  nella valle dopo la casa di Ninna. Bene, credo che mi fermerò da te per un paio di settimane,  mi chiamo Lypsak ma puoi chiamarmi Lyppa se vuoi, ora andiamo.". Si è messa in marcia decisa e io l'ho seguita come uno stupido senza saper che dire, è salita su una bici appoggiata ad un lampione e mi ha fatto cenno di seguirla. Son salito a mia volta sul mio fedele velocipede e senza proferire altro verbo siamo arrivati, dopo un'oretta di pedalata, alla mia casa. A quel punto Lyppa ha aspettato che aprissi la porta, è entrata, si è tolta lo  zaino e il sax dalle spalle e dopo una breve ispezione mi ha spiegato quale camera da letto avrebbe occupato e quali erano le regole basilari della nostra futura coabitazione.
La cosa strana è che non mi sono affatto irritato, mi è sembrato naturale, come se lei "dovesse" trovarsi a casa mia.
E' sicuramente simpatica e anche piuttosto efficiente, mi ha riorganizzato la cucina e quando ha visto il biglietto di Ninna mi ha detto: "Ehi, sei uno di quei tipi che lasciano le password scritte in giro ?". Così ho capito che ero probabilmente in possesso della chiave di accesso al macbook, che tonto a non arrivarci prima.
La serata è trascorsa piacevolmente in compagnia della mia nuova amica, dotata di uno spirito salace ma anche di una più che discreta abilità ai fornelli, anche se i piatti li ho dovuti lavare io.
Dopo la cena ci siamo sistemati in biblioteca con un bel gelato a testa e una bottiglia di grappa di moscato, Abbiamo parlato un pò, pare che Lyppa sia una musicista e componga usando particolari scale modali, ottiene così una musica dal sapore arcaico ed evocativo. Mi ha detto che compone seguendo la tradizione della terra di Whanel e che cerca di ottenere una melodia con sufficiente potere, ma a questo punto della spiegazione mi sa che la grappa cominciava a fare il suo effetto.
Mentre fuori il buio si infittiva ed il vento soffiava con  forza, ululando lugubremente, ci siamo infine decisi a verificare se la password mi avrebbe consentito di accedere al macbook della scrittrice scomparsa. Avevo già accennato a Lyppa il mistero che riguardava la precedente proprietaria ma mi era sembrato che lei ne sapesse più di me, cosa del resto logica visto che conosceva la mia vicina.
Ci siamo seduti al tavolo ed ho acceso il portatile, ho cliccato su "Licia" ed ho inserito la password, dopo pochi secondi mi è apparso il desktop. Per prima cosa ho aperto il finder e cliccato su documenti. C'erano diverse cartelle, una, denominata "guerre", pareva contenere l'ultimo libro in fase di scrittura; c'erano anche alcune cartelle che, dai nomi, parevano contenere le solite cose: ricevute, allegati, un pò di software scaricato, ecc.... Lyppa si era fatta attenta e mi ha fatto notare una cartella dallo strano nome: "Antichi". La apro e scopro che ci sono dei video e che ognuno è individuato da una data, faccio per aprirne uno ma  Lyppa mi ferma dicendomi:"Aspetta, ora è scesa la notte e forse sarebbe saggio vederli domani alla luce del giorno.". In effetti quei file mi trasmettevano uno strano disagio, sentivo il bisogno di vederli ma anche la sensazione che ci fosse qualcosa di sbagliato, che il momento non fosse quello giusto.
Li guarderemo quando ci sveglieremo, domattina, ovviamente dopo una bella colazione a base di caffè.
Ora prevengo la tua curiosità e ti dico che dormiamo in letti separati, questa è una cosa che la mia nuova amica mi ha subito chiarito: "Sono qui per proteggerti e non per altre cose, mi sistemerò nella prima camera da letto e non preoccuparti se durante la notte mi sentirai suonare, i tuoi sogni ne trarranno giovamento. E non fare quella faccia strana, mammamia a volte gli uomini son proprio stupidi.".

Quindi nessuna avventura anche se, devo dire, la ragazza è piuttosto carina. Vabbè anche oggi si è fatto tardi e andrò a dormire. Ah mi rammento ora di una cosa che mi ha detto Ninna, mi ha avvertito che, quando sentirò il lamento degli eoni passati e la musica del folle dio, dovrò chiamarla e lei verrà. Una strana tipa vero? Vorrei che tu, che la conosci da tempo, mi dicessi qualcosa di più su di lei, sono curioso.
Ah, dimenticavo di dirti che in paese ho notato uno strano negozio, una fumetteria. Il proprietario si fa chiamare Impero, sono entrato per prenotare l'ultimo numero di Berserk e mi ha chiesto se oltre ai fumetti ero interessato ai libri antichi, se lo ero aveva qualcosa da mostrarmi nel retro del negozio, io gli ho risposto che forse in futuro darò un occhiata. Ripensandoci mi sembra di ricordare quando io e te cercavamo gli antichi scritti sul perduto altopiano di Leng, ma forse non dovrei pensare al passato.
Bene, ora si è fatto veramente tardi, ti farò sapere se sul macbook c'era qualcosa di interessante.
Ciao    



postato da: Valberici alle ore 24/07/2007 00:26 | Permalink | commenti (15)
categoria:racconto
sabato, 21 luglio 2007
Da:       xxxxo@libero.it
Oggetto:     Visite
Data:     19 luglio 2008 1:23:49 GMT+01:00
A:       valberici@iol.it

Val, mi fa piacere che approvi la scelta che ho fatto, appena posso ti mando qualche foto in allegato. Non ho ben capito però perchè mi chiedi di descriverti meglio la mia "vicina" di casa e se l'ho vista in compagnia di qualche animale. Comunque sono andato a trovarla ieri mattina e poi ti dirò ma ora ti parlo dei miei visitatori. L'altro ieri è venuta Ila accompagnata dal tuo amico che mi pare persona simpatica anche se un pò strano. Ila come al solito si è messa a parlare un pò di tutto ed ha voluto subito visitare la casa, curiosa come sempre. Le è piaciuta la biblioteca con i suoi mobili ottocenteschi, io la trovo un pò buia ma lei invece l'ha definita "rilassante". Ha notato il macbook appoggiato sul vecchio tavolo e ha provato ad accenderlo, naturalmente chiedeva una password e lei ha fatto qualche infruttuoso tentativo. Il tuo amico dallo strano nick si è invece mostrato molto più interessato al tavolo, si è chinato ed ha cominciato ad esaminarlo. In effetti è uno strano oggetto, poggia su quattro gambe intagliate a forma di grosse zampe d'orso, o almeno così mi pare, e il legno è molto scuro e lucido. Attorno al piano c'è una spessa cornice decorata con scene di caccia, un pò bizzarre, si vedono uomini abbigliati stranamente ed armati di lance o picche. Sembrano intenti a braccare un orso gigantesco dall'aspetto terrificante, dopo una lunga caccia riescono ad intrappolarlo in cima ad un colle ma in soccorso alla belva arriva una strana figura, forse una driade, purtroppo l'ultima scena e un pò rovinata, come se qualcuno con un coltello l'avesse voluta cancellare. Il tuo amico l'ha guardata a lungo un pò pensieroso e mi pare che borbottasse qualcosa sulla tragica fine dei poveri uomini. In effetti, guardando meglio, è parso anche a me  che la "driade" e la belva alla fine massacrino i cacciatori.
Beh, mi dilungo in cose che forse non ti interessano, passo dunque al pranzo in compagnia di due lupi voraci, tre contando il sottoscritto.
Ci siamo mangiati tagliatelle ai funghi, arrosto con contorno di insalata, formaggi delle langhe e ovviamente gelato, il tutto innaffiato con un buon dolcetto e un dolce moscato. Ila si è servita ben due volte invece il tuo pensoso amico mi pareva distratto, ogni tanto lanciava lunghe occhiate dalla finestra. Mi è infatti sembrato da subito molto interessato ai boschi che circondano la piccola valle in cui risiedo.
Dopo pranzo siamo usciti in giardino, io e Ila ci siamo seduti all'ombra dei meli. Non te lo avevo ancora detto ma quando ho fatto sistemare il giardino ne ho fatti piantare un paio, mi piacciono e mi piace approfittare della loro ombra.
Ci siamo messi a spettegolare un pò accompagnati dal canto delle cicale, fa piuttosto caldo ma per fortuna in questa valletta spira sempre un fresco venticello che verso sera rinforza e si produce in ululati e fischi.
Il tuo pensieroso amico M. si è messo invece ad osservare la mia porta d'ingresso, ad un certo punto ha iniziato a disegnare e a prendere appunti su un taccuino. Devo dire che la porta presenta degli strani intagli, cornici elaborate e, al centro dei battenti, strane figure consunte dal tempo e non molto identificabili. Mentre scriveva sul taccuino l'ho sentito parlare di angoli impossibili e strana geometria, ad un certo punto mi ha anche chiesto se avevo una pianta della casa, cosa che naturalmente non ho. Sai che non ne capisco molto di ristrutturazioni e muratura e quindi ho fatto fare tutti i lavori da una ditta locale, non mi son certo preoccupato di sovraintenderli. Comunque mi stava un pò innervosendo, dopo il mio  sfortunato incidente  non amo molto abbandonarmi a supposizioni e preferisco pensieri semplici e lineari.
Così ho proposto di fare una passeggiata nella valle, con qualche obiezione da parte di Ila per via del caldo. La casa è circondata da prati con un'erba piuttosto alta, attraversati da due sentieri che si biforcano dalla strada principale poco prima che termini davanti alla mia casa.
Abbiamo percorso quello sulla destra attraversando il prato e sollevando in volo una miriade di farfalle che hanno deliziato Ila. Arrivati al bosco siamo entrati per un piccolo tratto, il sentiero era completamente coperto di foglie e gli alberi sembravano quasi una muraglia ai suoi lati. Non ci siamo addentrati molto perchè M. all'improvviso è diventato molto nervoso è ha cominciato a dire che anche se era giorno non era comunque saggio inoltrarci in quella antica foresta. Mah, poveretto, forse sarà un pò esaurito, Ila mi ha detto che ha parecchi esami ancora da superare. In ogni caso si stava facendo tardi e siamo rientrati. Il tempo di berci un buon caffè e i miei ospiti sono ripartiti, Ila mi ha promesso che sarebbe ritornata in autunno e il tuo strano amico mi ha dato un biglietto da visita pregandolo di chiamarlo se avessi notato qualcosa di strano. Per un attimo mi ha ricordato qualcosa, una sensazione strana, qualcosa che io e te facevamo nel passato, sai a volte mi sembra di non ricordar tutto di te, di noi. Ok, lo so che è come dici tu, è solo la mia immaginazione che mi fa brutti scherzi dopo l'incidente, passerà.
Dopo la partenza la mia giornata è proseguita tranquilla, finita la cena mi è venuta l'idea di andare a far quattro chiacchere con l'affascinante vicina, però quando sono uscito ho avuto la sensazione che non fosse una buona idea, che non fosse il momento giusto. In effetti ormai il sole stava tramontando e non era molto educato piombare in casa di estranei a quell'ora. Sono rientrato in casa e mi sono ripromesso di farle visita il mattino seguente.
Al mattino ho preso la bici e mi son messo a pedalare di buona lena verso la cima della collina, la salita era più ripida del previsto o, forse, son io che son fuori forma, ma mi son dovuto fermare due volte prima di raggiungere la casa.
Dopo l'ultima curva l' ho vista, piccola ed addossata alla foresta, davanti vedevo lo stretto giardino e  di fianco alla porta c'era lei.
Era seduta  su una sedia a dondolo, indossava un vestito nero, lungo, con una morbida scollatura e le maniche ampie. In grembo aveva un grosso gatto ed entrambi mi guardavano con occhi dello stesso colore. Faceva caldo ma lei sembrava non soffrirlo mentre accarezzava distrasattamente il suo animale e mi diceva: "Benvenuto, speravo venissi stamane, alla luce del sole." Poi, alzandosi con un movimento pigro ma aggraziato, aggiunse: "Vieni in casa viaggiatore, prenderemo un caffè e converseremo un pò". Io, senza ancora aver parlato, posai la bici e attraversando il giardino cercai con lo sguardo il gatto ma non lo vidi. La segui oltre la porta, stranamente simile alla mia, e mi trovai in una piccola stanza dove, seguendo un suo cenno, mi accomodai su una sedia vicino ad un tavolo sul quale c'erano due tazze di caffè fumante. Imbarazzato dalla mia maleducazione feci per presentarmi ma lei mi toccò appena la bocca con un dito e disse: "Sssst, prima un buon caffè e poi parliamo.".
Si accomodò all'altro capo del tavolo e cominciò a sorseggiare la bevanda, io la imitai e ci guardammo in silenzio al di sopra delle tazze. Ancora una volta fui colpito dal suo fascino che si manifestava in ogni suo movimento, anche quello così banale di portarsi alle labbra la tazza.
Ora mi sembra di vederti sogghignare e pensare che sono sempre il solito,  che appena vedo una bella donna mi metto a sbavare.
Però stavolta ti sbagli, più che attratto mi sentivo quasi ammaliato, non desideravo lei ma quello che mi stava per dire. lo so che ti sembrerà strano quello che dico ma quando verrai a trovarmi la vedrai anche tu e capirai.
Cosa ci siamo detti non te lo scriverò ora, si è fatto tardi e andrò a riposare, e poi non mi dispiace lasciarti con un pò di curiosità, così magari rimandi qualche impegno di lavoro e vieni a trovarmi prima di quando mi hai detto.
Stanotte il vento soffia più forte del solito e mi sembra quasi di sentire un cupo brontolio  che arriva dal giardino, se ci fosse il tuo amico M. ne sarebbe sicuramente spaventato, che tipo.
Domattina andrò in paese a comprare qualche fermapersiana così eliminerò tutti gli scricchiolii e i brontolii.
Ciao
postato da: Valberici alle ore 21/07/2007 17:43 | Permalink | commenti (17)
categoria:racconto
venerdì, 20 luglio 2007
Da:       xxxxo@libero.it
Oggetto:     Nuova vita
Data:     17 luglio 2008 1:11:49 GMT+01:00
A:       valberici@iol.it

Ciao Val, mi faccio vivo anche se un pò in ritardo, ho delle grosse novità da dirti ed è anche per questo che ho tardato a risponderti. Ma procediamo con ordine, anche se ho talmente tanto da dirti che quasi le parole mi si accavallano. Intanto ti ringrazio ancora per essermi venuto a prendere all' ospedale e per aver parlato con i dottori. Sono stato uno stupido, mi avevi avvisato ma io ho voluto lo stesso leggere, vabbè non ne parliamo, lasciamo il passato che è del futuro che voglio dirti.
Ho comprato un nuova casa, indovina dove? Si proprio dove tu mi avevi consigliato, nelle Langhe, a soli 20 km da casa tua. Ora ti sto scrivendo dalla cucina,  con un modem perchè ancora non mi hanno messo l'adsl e neppure il gas. Mi hanno comunque allacciato all'acquedotto, ma col pozzo che c'è in cortile forse ne avrei potuto fare a meno. Eh, corro di nuovo troppo, cominciamo dall' inizio.
Un paio di settimane fa mi ha telefonato l'agenzia dicendomi che avevano una proposta da farmi. Sono andato da loro e mi ha accolto quel venditore che anche tu conosci, quello coi capelli impomatati e l'accento meridionale.
Ha esordito dicendomi che ero proprio fortunato perchè si era resa disponibile una casa, magnifica, dove volevo, nelle Langhe, c'era solo da dire che..... A questo punto l'ho interrotto e gli ho chiesto dov'era la fregatura. Mi ha fatto una faccia tra l'offeso e l'incredulo e mi ha giurato che non c'era nessun problema, anzi, per dir meglio, c'era stato ma era stato risolto.
Beh, ho chiesto spiegazioni e senti che storia mi ha racccontato.
Dunque, pare che la casa appartenesse ad una giovane scrittrice, abbastanza famosa, che, improvvisamente, era scomparsa. Un giorno una sua amica si era presentata alla polizia dicendo che erano giorni che non la vedeva. Gli agenti si erano recati alla casa e non avevano trovato nessuno, le ricerche erano continuate per un pò ed alla fine i genitori della ragazza avevano deciso di vendere. Il giorno prima era giunta l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria e l'agenzia mi aveva subito avvisato.
La cosa mi ha incuriosito e ho chiesto ulteriori spiegazioni ma il venditore mi ha solo saputo dire che si chiamava Licia e come secondo lavoro faceva l'astrofisica o forse l'astrologa. Mah, probabilmente il tipo stava ormai inventando e così ho chiesto di vedere le foto della casa.
Mi è piaciuta subito, una vecchia casa piemontese, in una morbida vallata tra due alte colline boscose. Costruita a forma di L, il lato più lungo adibito a granaio e magazzino, il corto ad abitazione, su due piani. La vecchia aia era stata trasformata in giardino e a pochi metri dal granaio si intravedeva un pozzo.
Ho deciso subito, d'impulso, ho chiamato il mio commercialista e siamo andati dal notaio, l'ho comprata. Il prezzo era straordinariamente basso e il notaio ne era rimasto leggermente stupito.
Il giorno dopo sono andato a vederla accompagnato dal venditore con i capelli ridotti, per l'occasione, ad un brillante elmetto tedesco, che tipo.
Siamo arrivati dopo aver percorso una stretta ed allegra stradina in mezzo ai vigneti che, ad un tratto, si è inerpicata in mezzo a lussureggianti boschi. Siamo saliti per qualche chilometro e, dopo aver superato una casetta sulla cima della collina, abbiamo affrontato una ripida discesa. Alla fine siamo giunti in una stretta vallata, lunga forse un paio di chilometri e larga uno, al centro, nell'ombra che le colline proiettavano nel tardo meriggio. mi aspettava la mia nuova casa.
Ancor più bella di quel che avevo pensato, di un colore giallo intenso, con le tegole rosse e le persiane d'un verde cupo. La strada finiva in quello che un tempo era forse un giardino, ora invaso dalle erbacce.
La casa non sembrava in cattive condizioni, ci siamo avvicinati alla porta che mi è parsa antica, fatta con un legno scuro stranamente intagliato, te la descriverò meglio in seguito .

L'impomatato mi è sembrato un pò nervoso, ha tirato fuori una vecchia chiave di ferro ed ha cominciato ad armeggiare con la serratura. Poichè non veniva a capo di nulla mi son fatto dare la chiave e la porta si è aperta facilmente, proprio un coglione il tipo.
Dentro era un pò buio ma aprendo un paio di finestre mi son fatto un' idea del posto. Una cucina, a sinistra dell'ingresso; una sala ed una biblioteca a destra, una in fila all'altra. Tutto era come l'aveva lasciato la vecchia propietaria, pare che ho comprato anche l'arredamento, libri compresi. Sembrava quasi che chi abitava fosse uscito da poco e stesse per rientrare, in biblioteca c'era addirittura un macbook nero appoggiato sul tavolo, ma ti descriverò meglio l'arredamento in seguito.
Finita la sommaria visita del piano inferiore siamo saliti su per le scale situate fra la cucina e la sala, due rampe davanti alla porta d'ingresso. Al piano superiore, sulla destra, due camere da letto ed un ampio bagno a sinistra.
Intanto il venditore continuava a guardare l'orologio, sembrava aver fretta e del resto ne avevo anch'io, impaziente di telefonare per iniziare i lavori di adattamento ed il trasloco.  Siamo risaliti in auto, ormai sul far della sera, e abbiamo iniziato il viaggio di ritorno, con un pò di dispiacere, girandomi indietro ho visto  la casa che si allontanava e mi è sembrato che fosse impaziente che io tornassi.
Il mio untuoso autista, chissà perchè sempre più nervoso, mi disse che ci saremmo fermati un'attimo alla casetta in cima alla collina, dovevamo farci dare la copia della chiave d'ingresso dall'amica della scrittrice.
Arrivati davanti ad una piccola e linda costruzione scendiamo dall'auto ed il mio nervoso amico bussa ad una porta simile a quella che avevo visto a casa mia.
Ora preparati perchè dovrai fare un poco di fatica per credermi. Ha aperto la porta una  donna bellissima, anzi, per meglio dire, forse solo bella ma tremendamente affascinante. Capelli neri come l'ala di un corvo e due occhi, ecco, non so descriverteli. Mi han ricordato gli occhi di un felino, nella luce del sole che tramontava mi sembravano del colore dell'oro antico. Il venditore ha cominciato a presentarmi ma si è imparpagliato, sempre più nervoso, ed ora forse capivo perchè. Beh, non ci crederai ma la donna ha fatto un passo avanti mi ha sorriso e detto: "Ti stavo aspettando, puoi chiamarmi Ninna, chiedimi quello che devi". Anche la voce era incredibile, non so davvero descrivertela, una di quelle voci che quando la senti gli altri rumori cessano. Vabbè la faccio troppo lunga e ti vedo sorridere incredulo, ma quando verrai a trovarmi ti ricrederai, miscredente. Le ho chiesto la chiave e lei me l'ha consegnata tirandola fuori da una tasca dell' accappatoio che indossava, poi mi ha detto: " Ora la casa è tua, che possa esserti d'aiuto anche se non lo è stata per la mia amica. Vienimi a trovare quando ti sarai sistemato" ed è tornata in casa.
Oh, si è fatto tardi, ti scriverò il resto nella prossima mail, per ora sappi che i lavori sono finiti, io già ci abito e mi trovo meravigliosamente.
Ah, dimenticavo, domani viene a trovarmi la nostra amica Ila, forse l'accompagna quel tuo amico, futuro azzeccagarbugli, ti farò sapere.
Ciao.
postato da: Valberici alle ore 20/07/2007 01:52 | Permalink | commenti (31)
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